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Itinerario 5 · a piedi

Cannaregio: i Gesuiti, la Misericordia e il Ghetto

Un percorso a piedi con 98 tappe, da Piazza San Marco a Chiesa di San Marcuola.

Le tappe

  1. Piazza San Marco

    È l’unico spazio di Venezia chiamato «Piazza» — tutti gli altri sono campi — perché unica voleva essere anche nel nome.

  2. Bacino Orseolo

    Sembra un piccolo porto nascosto dietro le Procuratie Vecchie, e in effetti è proprio questo: il Bacino Orseolo è lo stazio delle gondole più vicino a Piazza San Marco.

  3. Campo San Luca

    Se chiedi a un veneziano dov’è il centro di Venezia, molti ti risponderanno: qui. Campo San Luca è il crocevia naturale tra Piazza San Marco e Rialto, il salotto all’aperto dove da secoli la città si incontra, chiacchiera e passa.

  4. Calle del Forner

    Da Campo San Luca, il salotto commerciale di Venezia, si infilava questa calle verso la Corte del Teatro: «forner» in dialetto vuol dire fornaio, e qui un forno cuoceva il pane per il cuore della città.

  5. Teatro Goldoni

    Dietro Campo San Luca, a due passi dal Rialto, un’insegna a mosaico annuncia il teatro più antico di Venezia — e il quarto più antico d’Italia fra quelli ancora in scena: il Teatro Carlo Goldoni, inaugurato nel 1622 come Teatro Vendramin di San Salvatore.

  6. Ponte del Lovo

    Uno dei ponti più piccoli di Venezia, sul rio di San Salvador, tra la Scuola di San Teodoro e il vecchio convento dei Canonici: si chiama «del Lovo» — che i veneziani sentono come «del Lupo» — ma il nome viene da una famiglia cittadina che, sola fra i vicini esentati, dovette costruirlo e mantenerlo.

  7. Ex Convento di San Salvatore

    Sul lato nord di Campo San Salvador si allunga la fabbrica cinquecentesca che fu il convento dei Canonici di San Salvador: seimila metri quadri organizzati su due chiostri, attaccati alla chiesa che i canonici custodirono per quasi sette secoli.

  8. Campo San Salvatore

    In fondo alle Mercerie, a un passo da Rialto, il Campo San Salvador è uno dei pochi luoghi di Venezia dove si legge a cielo aperto il Risorgimento.

  9. Chiesa di San Salvatore

    Una delle chiese più grandi e importanti di Venezia, affacciata sull’omonimo campo a due passi dalla Merceria.

  10. Scuola Grande di San Teodoro

    Su campo San Salvador, a due minuti da Rialto, sta la sede della più antica confraternita di Venezia: la Scuola di San Teodoro nacque nel 1258 presso la chiesa omonima — e si raccoglieva da principio in un locale sopra il portego della porta granda di San Salvador — la prima di quelle che diventeranno Grandi — ma dovette aspettare il 1552 per ottenere il rango, ultima delle sei storiche.

  11. Marzarieta 2 Aprile

    Tra Campo San Bartolomeo e Campo San Salvador scorre il primo tratto delle Mercerie, che oggi i nizioleti chiamano Marzarieta 2 Aprile e che, come la vicina Calle Larga XXII Marzo, porta una data al posto di un santo: il 2 aprile 1849, il giorno in cui Daniele Manin fece gridare alla città assediata la «resistenza ad ogni costo» contro gli austriaci.

  12. Campo San Bartolomeo

    Questo è il cuore commerciale di Venezia, il punto dove si incrociano tutte le strade che contano: le Mercerie verso San Marco, il Ponte di Rialto, il Fondaco dei Tedeschi, la Strada Nova.

  13. Chiesa di San Bartolomeo

    A ridosso del Ponte di Rialto, quasi inghiottita dall’edilizia del mercato, San Bartolomeo è la chiesa invisibile del centro di Venezia: fondata nell’840 come San Demetrio martire di Tessalonica — per il Sansovino opera di Marco Orseolo e del figlio Bartolomeo, poi rifatta a tre navate dalle famiglie Salonesi, Belegna e Vallarella — rinnovata sotto il doge Domenico Selvo nel 1170 e dedicata all’apostolo, e sede di sedici scuole e confraternite, fu il punto di riferimento spirituale dei mercanti tedeschi del vicino Fontego — che qui — per iniziativa di Cristoforo Foscari, dice il Sansovino — commissionarono a Dürer la Festa del Rosario, oggi a Praga, mentre Sebastiano del Piombo dipingeva per lei le portelle d’organo finite all’Accademia.

  14. Fontego dei Tedeschi

    Accanto al Ponte di Rialto, sul Canal Grande, la massiccia mole del Fontego dei Tedeschi custodisce otto secoli di commerci: qui, dal Duecento, i mercanti germanici — che portavano metalli, argento e panni e ripartivano carichi di spezie e merci d’Oriente — avevano magazzini, alloggi e perfino una cappella sotto la sorveglianza della Serenissima — il nome stesso, «fontego», ha fatto la strada delle merci: dal greco pandocheion, che accoglie tutti, all’arabo funduq, il caravanserraglio.

  15. Ponte dell'Olio

    Il Ponte de l’Olio scavalca il rio del Fontego dei Tedeschi unendo la salizada San Giovanni Grisostomo alla salizada del Fontego, sul confine tra San Marco e Cannaregio.

  16. Palazzo Amadi

    Sul rio dell’Olio, alle spalle del Fontego dei Tedeschi, questo palazzo gotico del Quattrocento mostra l’elegante finestrato centrale tipico delle case patrizie minori: due trifore trilobate con balconcino fra coppie di monofore, e sotto il portale ad acqua a sesto acuto.

  17. Chiesa di San Giovanni Crisostomo

    A pochi passi da Rialto, nel piccolo campo che si apre fra la Strada Nova e San Bortolomio, San Giovanni Crisostomo è un gioiello compatto del Rinascimento veneziano: sorta nel 1080 come Santa Cecilia e distrutta nel grande incendio del 1475 - lo stesso che bruciò la casa dei Polo nella vicina Corte del Milion - fu rifatta dal 1495 su progetto di Mauro Codussi — e il nuovo titolo le venne da una rara reliquia di Giovanni Crisostomo, il patriarca di Costantinopoli detto «bocca d’oro» per la sua oratoria, giunta in laguna dall’Oriente — sua ultima opera, completata dal figlio Domenico verso il 1525.

  18. Campiello del Remer e resti di Palazzo Lion-Morosini

    I resti sul Campiello del Remer, un campiello sull’acqua a due passi da Rialto, sono quello che rimane di una casa veneto-bizantina del Duecento, il palazzo dei Lion, mercanti rientrati dal Levante con grandi fortune.

  19. Ponte San Giovanni Crisostomo

    Un ponte di pietra dagli scalini larghi e dal parapetto di ferro, sul rio di San Giovanni Crisostomo, tra il campo omonimo e un campiello intitolato a Flaminio Corner — lo storico settecentesco delle chiese veneziane, autore delle monumentali Ecclesiae Venetae.

  20. Campiello Flaminio Corner

    Una piazzetta di Cannaregio che non è nata da un campo antico: il Campiello Flaminio Corner fu aperto nel 1863 demolendo un blocco di case, dentro il cantiere lungo mezzo secolo che ha scavato Strada Nova, la direttrice che oggi collega la stazione a Rialto.

  21. Calle Dolfin

    Un cognome diventato indirizzo: la Calle Dolfin collega Campo dei Santi Apostoli al dedalo di sotoporteghi verso San Giovanni Crisostomo — quelli del Magazen e del Falier, nomi che si usano ancora — e prende il nome dai Dolfin, una delle famiglie più antiche del patriziato, che qui avevano casa.

  22. Campiello Riccardo Selvatico

    Uno sfiatatoio di Strada Nova, tra San Bortolomio e i Santi Apostoli: poche case, una manciata di civici, i tavolini dei locali di street food e un nome che quasi nessuno sa decifrare.

  23. La stele del pane

    Sotto le arcate del Sotoportego Falier, sul bordo del Rio dei Santi Apostoli, sta in piedi una lastra alta di pietra d’Istria: in cima il leone di San Marco, sotto, fitte fitte, decine di righe di lettere maiuscole.

  24. Ca' da Mosto

    Tra i palazzi più antichi del Canal Grande, Ca’ da Mosto conserva quasi intatta la sua veste duecentesca: una fila di archi bizantini rialzati corre sopra un porticato a tre arcate, dove un tempo le barche mercantili scaricavano le merci direttamente in casa.

  25. Palazzo Falier

    Sul rio dei Santi Apostoli, sopra il sottoportico che ne segue la riva, si alza una delle case più antiche di Venezia: Palazzo Falier, eretto in forma primitiva già nell’XI secolo e ricostruito nel 1105 dopo un incendio.

  26. Campo Santi Apostoli

    Il largo campo che apre la Strada Nova, il gran rettifilo ottocentesco che taglia Cannaregio: una delle piazze più vissute e meno guardate di Venezia, con la sua vera da pozzo al centro e la chiesa dei Santi Apostoli a dominare il lato nord.

  27. Chiesa dei Santi Apostoli

    All’inizio della Strada Nova, su uno dei campi più vitali e frequentati di Venezia, sorge una chiesa fra le più antiche della città.

  28. Palazzo Corner

    Al civico 4438, quasi di fronte alla chiesa dei Santi Apostoli, questo palazzo custodisce un’assenza: la sua facciata era un tempo interamente coperta di affreschi di Camillo Ballini, fine Cinquecento — oggi perduti.

  29. Salizzada del Pistor

    Una delle salizzade più vissute di Cannaregio porta il nome di chi qui impastava il pane della città: i «pistori», i fornai, figura così importante da essere sorvegliata a vista dalla Repubblica — a due passi, sotto il sotoportego Falier, sopravvive l’unica stele del pane rimasta a Venezia, il proclama del 27 ottobre 1727 del doge Alvise III Mocenigo contro il pane «foresto», inciso anche dal lato del rio perché lo leggessero i barcaroli.

  30. Calle dei Proverbi

    A due passi dal Campo dei Santi Apostoli si apre una calle insolitamente larga e diritta, e il suo nome è un piccolo enigma: si chiama dei Proverbi perché su una casa, abbattuta dopo il 1840, si leggevano due sentenze scritte intorno alle cornici di due balconi.

  31. Ponte e Fondamenta dei Sartori

    Il Ponte dei Sartori, ponte in ferro con ringhiere a volute, scavalca il breve rio dei Gozzi fra la Salizada del Spezier e la Fondamenta dei Sartori, a due passi dal Campo dei Gesuiti.

  32. Palazzo Seriman

    Al numero 4581 della Salizada Seriman, tra i Santi Apostoli e i Gesuiti, si leva uno dei palazzi gotici meglio conservati di Cannaregio: costruzione archiacuta del Quattrocento dei Dolce e poi dei Contarini — il cui stemma resta infisso sul muro della Calle Venier — passata nel Settecento ai Seriman, famiglia armena fuggita da Isfahan che si comprò il patriziato prestando alla Repubblica settecentoventimila ducati per la guerra di Candia.

  33. Campo dei Gesuiti

    Un rettangolo d’acqua e mattoni nel Cannaregio profondo, a un passo dalle Fondamenta Nuove: il Campo dei Gesuiti si allunga da sud a nord dominato da un intero lato di storia conventuale — la bianca facciata barocca della chiesa di Santa Maria Assunta e la mole del monastero che le corre accanto.

  34. Chiesa di Santa Maria Assunta dei Gesuiti

    Sul vasto Campo dei Gesuiti si erge il tempio che la Compagnia di Gesù volle come manifesto del suo ritorno: espulsi nell’Interdetto del 1606, i Gesuiti rientrarono solo nel 1657 comprando per 50.000 ducati da Carlo Caraffa, vescovo d’Aversa e legato pontificio, la vecchia chiesa dei Crociferi — fondata nel 1148 dai Gussoni con ospedale per i poveri, bruciata negli incendi del 1214 e del 1514 e passata nel Quattrocento al cardinale Bessarione dopo il sequestro per la condotta scandalosa dell’ordine, e che aveva ospitato il primo altare della scuola dei Varoteri.

  35. Oratorio dei Crociferi

    In Campo dei Gesuiti, quasi di fronte alla trionfale facciata barocca della chiesa, sta il suo esatto contrario: un edificio medievale dalla semplice struttura a capanna, che fu ospedale dei Crociferi — i religiosi che dal XII secolo davano ricovero e cure a chi partiva per la Terrasanta — e poi ospizio per donne povere, funzione che conserva ancora oggi.

  36. Palazzi Zen

    Lungo la Fondamenta Zen, poco oltre il Ponte dei Gesuiti, si allinea il gruppo di palazzi che diede dimora a una delle più straordinarie famiglie di navigatori della Serenissima: gli Zeno, che al patriziato veneziano diedero un doge, Renier (1253-1268), l’ammiraglio Carlo «Capitano da mar» tra i trionfatori della guerra di Chioggia, e i fratelli Nicolò e Antonio, leggendari esploratori dei mari del Nord.

  37. Fondamenta Santa Caterina

    La Fondamenta Santa Caterina costeggia l’omonimo rio in Cannaregio, tra la Calle della Racchetta e le Fondamente Nove, e chiude in fondo con la chiesa e il monastero, che meritano una sosta a parte.

  38. Chiesa e Convento di Santa Caterina

    Nascosta nel silenzio delle calli settentrionali di Cannaregio, questa ex chiesa racconta quasi mille anni di Venezia: la iniziarono i Frati del Sacco, poveri penitenti in tela grossa, sciolti nel 1274 prima di finirla.

  39. Fondamente Nuove

    Le Fondamente Nove — nel nome più antico, Fondamente Nuove — sono la passeggiata che disegna il limite settentrionale di Venezia: una riva ininterrotta che corre per quasi un chilometro tra Cannaregio e Castello, dalla Sacca della Misericordia a Santa Giustina.

  40. Sacca della Misericordia

    All’estremità nordorientale di Cannaregio, dove il canale delle Fondamente Nove incontra la laguna, si apre la Sacca della Misericordia: ’sacca’ è il nome veneziano di un bacino d’acqua aperto da un solo lato, in cui sboccano più rii. Qui, un tempo, si raccoglievano gli zatteroni di legname che scendevano per fluitazione dal Cadore; attorno c’erano gli orti dell’Abbazia della Misericordia, con il campanile della chiesa e la mole della Scuola Nuova — l’edificio che il Sansovino portò a termine nel 1532 per la confraternita fondata nel 1308 — e, di fronte, la cupola della Madonna dell’Orto.

  41. Palazzo Molin

    Di questo palazzo resta soprattutto il nome: Ponte Molin, sul rio di Santa Caterina, lo prende dal Palazzo Molin che sorgeva ai suoi piedi, in Calle de la Racheta — una bella fabbrica archiacuta — architettura gotica per il Coronelli — che le vecchie guide davano per restaurata e che invece fu demolita nel 1819.

  42. Palazzo Pesaro-Papafava

    Sul Canale della Misericordia, nell’angolo più settentrionale di Cannaregio, si specchia la facciata tardogotica di Palazzo Pesaro Papafava, eretta nel Quattrocento per la famiglia Pesaro e passata ai Papafava — antico ramo cadetto dei Carraresi padovani — con il matrimonio, celebrato nel 1615, di Pesarina Pesaro e Bonifacio Papafava — che per entrare nel patriziato senatorio versò alla Repubblica, impegnata nella guerra di Candia, ben quattrocentomila ducati.

  43. Sottoportico dei Preti

    A Venezia la strada non sempre gira attorno alle case: a volte ci passa sotto.

  44. Ponte della Racchetta

    Il Ponte de la Racheta scavalca il rio di San Felice in Cannaregio, dove sfocia la Calle de la Racheta tra le fondamente di San Felice e di Santa Caterina.

  45. Fondamenta San Felice

    In Cannaregio, a due passi dalla Strada Nova, questa fondamenta costeggia il rio di San Felice davanti all’antica parrocchiale, voluta dalla famiglia Gallina nel X secolo e consacrata nel 1267: quando minacciò di cadere fu rifabbricata nel Cinquecento sulle tracce dell’edificio lombardesco e riconsacrata nel 1624 dal patriarca Tiepolo, e nel 1810 ereditò gran parte della parrocchia soppressa di Santa Sofia.

  46. Ponte della Misericordia

    Il Ponte della Misericordia, in pietra con struttura in mattoni e bande di ferro, scavalca il rio de Noal dove questo si versa nel Canale della Misericordia, unendo il Campo al Ramo omonimi, in fondo alla Fondamenta San Felice.

  47. Scuola Nuova della Misericordia

    Nel silenzio di Cannaregio, tra la Fondamenta della Misericordia e il Campo dell’Abbazia, si alza una mole di nudo mattone grande come una basilica romana: è la Scuola Nuova della Misericordia, il palazzo che Jacopo Sansovino iniziò nel 1532 per una delle più antiche e ricche confraternite di Venezia, e che non ricevette mai il rivestimento di pietra previsto.

  48. Campo dell'Abbazia

    Benvenuti in uno dei campi più solitari e pittoreschi di Venezia.

  49. Abbazia della Misericordia

    Il Campo dell’Abbazia della Misericordia non è un monumento solo, ma un piccolo atlante della Venezia religiosa e civile.

  50. Scuola Vecchia della Misericordia

    Sul Campo dell’Abbazia, uno degli angoli più silenziosi di Cannaregio, la riconosci subito: una lunga facciata gotica di mattoni e pietra d’Istria, coronata da un fastigio mosso e da una bizzarra torretta scura.

  51. Corte Vecchia

    Corte Vecchia, tra la Fondamenta dell’Abbazia e il Ponte della Sacca, deve il suo aggettivo alla «Scuola Vecchia»: la sede originaria della Scuola Grande di Santa Maria della Misericordia, confraternita di Battuti istituita nel 1308 col consenso del priore Pietro Civran e il permesso del doge Pietro Gradenigo — accanto all’omonima chiesa abaziale sorta nel 939 sul terreno erboso detto Val Verde.

  52. Ponte di Sacca

    Il Ponte di Sacca scavalca il rio della Madonna dell’Orto all’estremo margine settentrionale di Cannaregio, fra Corte Vecchia e la fondamenta intitolata al cardinale Gasparo Contarini.

  53. Palazzo Contarini dal Zaffo

    All’estremo nord di Cannaregio, dove la città si assottiglia e comincia a profumare di laguna, la Fondamenta Gaspare Contarini corre lungo uno dei palazzi più singolari di Venezia: un lungo fronte rinascimentale senza simmetrie, fatto alzare nel Cinquecento dai Contarini «dal Zaffo», l’unica casata patrizia che potesse fregiarsi di un titolo feudale — erano infatti conti di Giaffa, in Palestina.

  54. Palazzo Minelli-Spada

    All’estremo nord di Cannaregio, dove la Fondamenta Gaspare Contarini corre lungo il rio della Madonna dell’Orto e Venezia comincia a confondersi con la laguna, si apre questa ricca facciata secentesca.

  55. Palazzo Mastelli del Cammello

    Sul rio della Madonna dell’Orto c’è un palazzo che i veneziani chiamano semplicemente la Casa del Cammello.

  56. Chiesa della Madonna dell'Orto

    All’estremo nord di Cannaregio, su uno degli ultimi campi veneziani ancora pavimentato a spina di pesce in cotto, la chiesa della Madonna dell’Orto è uno dei templi gotici più belli della città — e la chiesa di Jacopo Tintoretto.

  57. Scuola dei Mercanti

    Accanto alla chiesa della Madonna dell’Orto si allunga una facciata di mattoni quasi senza ornamenti: sembra un deposito, e invece è l’unico edificio veneziano progettato da Andrea Palladio che a Palladio non somiglia per niente.

  58. Fondamenta della Madonna dell'Orto

    La lunga riva che costeggia il rio della Madonna dell’Orto è il fronte d’acqua della chiesa gotica di San Cristoforo — quella che tutti chiamano Madonna dell’Orto per la statua miracolosa — detta anche «Odorosa» — che lo scultore Giovanni de Santi, insoddisfatto della commissione, aveva messo nel proprio orto qui accanto: di notte emanava strani lampi, i veneziani accorrevano in pellegrinaggio e i miracoli si moltiplicarono, finché il vescovo convinse lo scultore a consegnarla ai frati di San Cristoforo.

  59. Corte del Cavallo

    Un cortiletto pavimentato a spina di pesce dietro la Madonna dell’Orto, dove è stato fatto il cavallo più famoso d’Italia: qui, tra la sua casa e la sua fonderia, Alessandro Leopardi fuse in bronzo il monumento equestre a Bartolomeo Colleoni su modello del Verrocchio — l’impresa che gli valse il soprannome «del Cavallo» e il nome alla corte.

  60. Palazzo Benzi-Zecchini

    All’estremità della Fondamenta della Madonna dell’Orto, dove il rio piega verso il Rio dei Zecchini, questo palazzo gotico del Quattrocento racconta una storia di ricchezza arrivata da Bergamo e mai del tutto finita.

  61. Ponte Loredan

    Il Ponte Loredan è una passerella in legno — lunga circa tredici metri, impostata su due pile lignee — che scavalca il rio de la Madona de l’Orto collegando le fondamenta a nord di Cannaregio con l’area dell’ex ospedale Fatebenefratelli: un varco pedonale strategico, come ricorda il Comune.

  62. Calle Loredan

    Una calle di Cannaregio, nel quartiere della Madonna dell’Orto, che deve il nome a una delle casate più illustri della Serenissima: nel 1661 la nobildonna Isabetta Loredana possedeva varie case qui, sulla fondamenta degli Ormesini, e uno stemma di famiglia in pietra d’Istria resta infisso nel muro, al civico 1868.

  63. Ponte Brazzo

    Un ponte di pietra con bande di ferro rette da colonnine in pietra d’Istria, sul breve rio Brazzo, che unisce la Fondamenta dei Mori alla Fondamenta della Sensa, nel cuore quieto di Cannaregio.

  64. Campo dei Mori

    Fermati in Campo dei Mori, a Cannaregio: uno slargo raccolto segnato da case antiche e da una memoria di famiglia.

  65. Statue dei Mori (Case Mastelli)

    I Mori di Campo dei Mori non erano affatto mori.

  66. Casa di Jacopo Tintoretto

    Sulla Fondamenta dei Mori, al numero 3399, una casa di mattoni alta e stretta con la trifora gotica tiene ancora il passo del Quattrocento.

  67. Fondamenta della Misericordia

    È una delle fondamenta più lunghe di Venezia, la riva che corre sul fianco nord del rio della Misericordia, nel cuore di Cannaregio: case basse, barche ormeggiate e una luce che la sera si accende di ombre lunghe.

  68. Palazzo Longo

    Sulla Fondamenta della Misericordia, il camminamento più vivace di Cannaregio, si affaccia una delle ultime grandi facciate di gotico fiorito rimaste a Venezia: Palazzo Longo, eretto alla fine del Quattrocento per Nicolò Longo, membro del Senato della Serenissima.

  69. Rovine dei Servi

    Lungo la Fondamenta Daniele Canal, sul rio dei Servi, affiorano frammenti di gotico: archi, portali e muri della grande chiesa di Santa Maria dei Servi — i Servi di Maria arrivarono a Venezia nel 1316 e, con l’aiuto del laico Giovanni d’Avanzo, posarono la prima pietra il 24 marzo 1318; il tempio fu consacrato nel 1491.

  70. Ponte dei Lustraferri

    Il Ponte dei Lustraferri scavalca l’omonimo rio in Cannaregio, unendo la Fondamenta degli Ormesini alla Fondamenta della Misericordia.

  71. Palazzo Gheltoff

    Sull’altra sponda del rio della Misericordia, ai piedi del Ponte dell’Aseo che qui riunisce la fondamenta alla calle omonima, si allunga il Palazzo Gheltoff — più precisamente Loredan Gheltoff — una bella facciata archiacuta tra Tre e Quattrocento.

  72. Fondamenta degli Ormesini

    Il tratto più vitale della riva più lunga di Venezia — quella teoria di fondamenta che rincorre il rio della Misericordia e cambia nome a ogni ponte — deve il suo toponimo agli opifici dell’ormesin, la stoffa di seta che in origine arrivava da Ormus, sull’Oceano Indiano, e poi si tesseva qui. La riva si è costruita così: lunghi corpi edilizi affiancati, dimore signorili accanto a case popolari, e i nomi delle calli che vi sboccano — Zudìo, Specchiera, Loredan — tengono memoria di un quartiere popolare ai confini del Ghetto.

  73. Ponte della Malvasia

    Un ponte di pietra e mattoni sul rio della Sensa, nel Cannaregio più settentrionale, sulla strada dell’acqua che porta verso Sant’Alvise: le bande di ferro poggiano su colonnine in pietra d’Istria e collega la Fondamenta de la Sensa alla Calle de la Malvasia, in un angolo dove la città guardava ancora la laguna aperta: da qui il rio prosegue sotto il ponte Turlona fino alla Sacca della Misericordia, il bacino aperto sulla laguna nord.

  74. Calle del Capitello

    Una calle del Cannaregio più settentrionale, tra il Ponte di Sant’Alvise e le fondamenta degli Ormesini e della Malvasia, in un’area che per secoli restò ai margini della città, affacciata sulla laguna aperta verso la terraferma.

  75. Chiesa di Sant'Alvise

    Una delle chiese più solitarie e suggestive di Venezia, nel punto estremo settentrionale di Cannaregio, in un campo dove cresce ancora l’erba e tutto ha un aspetto rustico, di campagna — e il vecchio toponimo delle Secchere ricorda quando questi terreni erano barene, coperte dall’acqua a ogni flusso e asciutte al riflusso.

  76. Fondamenta dei Riformati

    Questa fondamenta di Cannaregio ha un doppio nome — dei Riformati o del Bersaglio — che racconta le sue due anime: i frati francescani della più stretta osservanza, detti Riformati, che vi fondarono il convento e la chiesa di San Bonaventura, e il bersaglio pubblico dove, fin dal Cinquecento, i veneziani si esercitavano nel tiro con le bombarde.

  77. Portale di Palazzo Dona'

    Al civico 3150 della Fondamenta dei Riformati, affacciata sul rio di Sant’Alvise, sopravvive un portale rinascimentale dei primi del Cinquecento: un frammento — mutilato e ricomposto — dell’antico ingresso dell’Oratorio dell’Ospizio Falier, ma in realtà l’ultimo relitto di pietra del celebre Palazzo Donà — la dimora del doge Leonardo Donà, quello dell’Interdetto del 1606 — la grande casa patrizia con il giardino che arrivava fino alla laguna, abbattuta nel 1823.

  78. Ponte di San Bonaventura

    Il Ponte di San Bonaventura, in pietra con balaustre in mattoni intonacati, scavalca il rio dei Riformati tra la Calle e la Fondamenta omonime, a Sant’Alvise in Cannaregio.

  79. Fondamenta della Sensa

    Una delle rive più settentrionali di Cannaregio, tra Sant’Alvise e la Misericordia, affacciata sul rio omonimo: case semplici, barche e un silenzio che sembra lontano dalla Venezia delle folle.

  80. Palazzo Michiel

    Sulla Fondamenta della Sensa, dove Cannaregio si apre verso la laguna a ponente, il Palazzo Michiel del civico 2318 è una garbata architettura lombardesca dei primi del Cinquecento, forse su progetto di Giovanni Buora.

  81. Calle Turloni

    Calle Turloni, tra il Ponte Turlona sul Rio della Sensa — struttura in legno e pietre, raro ponte di legno sopravvissuto in città, «Turloni» per il nuovo stradario ma ancora «Turlona» sul vecchio nizioleto — e la Fondamenta degli Ormesini, ricorda la famiglia cittadinesca dei Turloni: venuti dal Bergamasco e arricchitisi con l’arte della lana, possedevano qui, in parrocchia dei Santi Ermagora e Fortunato — la futura San Marcuola — una ruga intera di ventiquattro case, praticamente tutta la calle, a due passi dalle fondamenta del Ghetto Novo.

  82. Ponte della Torretta

    Il Ponte de le Torete — nella parlata italiana Ponte della Torretta — scavalca il piccolo rio omonimo in Cannaregio, unendo la fondamenta de le Capuzine a quella dei Ormesini, all’estremità occidentale del sestiere.

  83. Palazzo Grimani alle Cappuccine

    Dove Cannaregio finisce e comincia la laguna aperta, sull’ultima fondamenta prima dell’acqua, sta un palazzetto di fine Cinquecento che porta un nome ingombrante: Grimani.

  84. Chiesa delle Cappuccine

    Sull’ultimo lembo di Cannaregio, dove la fondamenta si affaccia sulla laguna aperta, sta una delle chiese più piccole e più nordiche di Venezia: la Cappuccine, tirata su tra il 1614 e il 1623 per un convento di monache cappuccine che aveva l’orto fino all’acqua.

  85. Chiesa di San Gerolamo

    Quando nel 1375 fu eretta questa chiesa, nel contratto c’era una clausola curiosa: il monastero doveva ogni anno al vescovo di Castello una libbra d’incenso, due arance e due fiaschi di vino.

  86. Baia del Re

    Sei arrivato all’estremità occidentale di Venezia: più in là non si va, la città finisce e comincia l’acqua.

  87. Ponte di Ghetto Nuovo

    Il Ponte de Gheto Novo collega la Fondamenta degli Ormesini al Campo del Ghetto Nuovo, scavalcando il rio de San Girolamo.

  88. Campo di Ghetto Nuovo

    Nel Campo del Ghetto Nuovo, le facciate stringono una piazza raccolta.

  89. Ghetto Ebraico di Venezia

    Tra le calli di Cannaregio si stende il Ghetto di Venezia, storico quartiere della comunità ebraica cittadina.

  90. Ponte di Ghetto Vecchio

    Il Ponte di Ghetto Vecchio, con le bande di ferro a croci oblique, scavalca il rio del Ghetto e collega i due campi.

  91. Le Sinagoghe del Ghetto

    Le ’schole’ sono i templi israelitici del Ghetto — cinque sinagoghe, una per ciascuna comunità che visse qui tra il 1516 e il 1797: ashkenaziti, italiani e sefarditi, a loro volta divisi fra la Natione Levantina (Turchia e isole greche) e la Natione Ponentina (Spagna e Portogallo).

  92. Fondamenta di Cannaregio

    La fondamenta che dà il nome — o meglio, che dal sestiere lo riceve — corre lungo il Canale di Cannaregio, la «seconda» via d’acqua della città, dal Ponte delle Guglie fino al Ghetto.

  93. Rio Terrà San Leonardo

    La strada più allegra e mercantile di Cannaregio — bancarelle, fruttivendoli, la pescaria — è in realtà un canale interrato.

  94. Calle del Cristo

    In Cannaregio, tra il Rio Terà San Leonardo e il Rio Terà del Cristo, questa calle porta un nome sacro che qui si è moltiplicato: Cristo la calle, Cristo il rio interrato, Cristo la piscina accanto.

  95. Scuola del Cristo

    Nascosta in una calle alle spalle di San Marcuola, la Scuola del Cristo è una delle scuole piccole più segrete e intatte di Venezia: la confraternita del Santissimo Crocefisso — detta ’de la Bona Morte’ — nacque nel Seicento attorno a un’immagine del Redentore appesa al campanile e riparata con assi per devozione, e nel 1644 si costruì questa sede, aggregata all’Arciconfraternita della Morte di Roma.

  96. Rio Terrà Dietro la Chiesa

    Il Rio Terà drio la Chiesa, a Cannaregio, deve il nome parlante alla sua geografia: qui scorreva il rio dei Do Ponti, detto anche rio del Cristo, che girava proprio «drio» — dietro — l’abside di San Marcuola, la chiesa dei Santi Ermagora e Fortunato.

  97. Campo San Marcuola

    Campo San Marcuola è il salotto di Cannaregio sul Canal Grande: un campo che finisce in acqua, con una bella vera da pozzo del 1713 al centro e un pontile da cui partono vaporetti e gondole.

  98. Chiesa di San Marcuola

    Di fronte al Fondaco dei Turchi, San Marcuola si affaccia sul Canal Grande con una facciata di mattoni nudi che aspetta il marmo da tre secoli: Giorgio Massari ricostruì la chiesa dal 1728 e finì l’interno, ma il rivestimento non arrivò mai. Il nome è la storpiatura veneziana di Ermagora: i santi titolari sono Ermagora e Fortunato, martiri di Aquileia, a cui i profughi in fuga dai Longobardi dedicarono la prima chiesetta lagunare.

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