Perché il GPS sbaglia a Venezia
Palazzi alti da due lati, sottoporteghi, canali: il segnale arriva dopo essere rimbalzato, e il telefono crede di essere altrove. A Venezia le calli sono strette e vicine tra loro, e basta uno scarto per mandarti in una calle parallela.
Cosa fa Calletta
- Conosce le calli. Usa la rete vera dei percorsi pedonali di Venezia (da OpenStreetMap): il pallino può stare solo dove si cammina.
- Prova molte posizioni insieme. Il filtro tiene in gioco molte ipotesi di dove sei (un «filtro a particelle») e fa sopravvivere quelle che si accordano con il segnale, i passi e la bussola. Se il segnale sparisce per qualche secondo, le ipotesi continuano a camminare con te.
- Conta i passi. Usa l’accelerometro del telefono per capire quando cammini e quanto.
- Impara il tuo passo. Ogni persona ha un passo diverso: Calletta lo impara mentre cammini, quando il segnale è buono, e lo ricorda.
- Usa la bussola, ma non troppo. Se la bussola è coerente con la direzione in cui cammini la usa, anche per scegliere la calle agli incroci; se il telefono è in borsa e la bussola dice cose a caso, la spegne.
- Capisce dove si trova. Riconosce quando sei su una barca (e segue il segnale), in un campo (dove si cammina liberi) o fuori dalla rete delle calli.
- Non si blocca mai. Anche con il segnale debole il pallino continua a muoversi con te.
- Mappa dritta sulla calle. Quando è sicura di quale calle stai percorrendo, orienta la mappa lungo la calle, perché la bussola del telefono, vicino ai muri, sbaglia.
Cosa significa per te
- La freccia e il cerchio sulla mappa stanno sulla calle in cui sei.
- «Ascolta camminando» parte vicino al luogo giusto, non a quello della calle parallela.
- Il diario registra il percorso vero, non uno zig-zag.
La tua posizione resta tua
La posizione serve sul telefono per guidarti e non va sul nostro server senza il tuo consenso. Per tarare il filtro chiediamo un consenso esplicito: puoi dire no, e cancellare le registrazioni già inviate.