Il tratto più vitale della riva più lunga di Venezia — quella teoria di fondamenta che rincorre il rio della Misericordia e cambia nome a ogni ponte — deve il suo toponimo agli opifici dell’ormesin, la stoffa di seta che in origine arrivava da Ormus, sull’Oceano Indiano, e poi si tesseva qui. La riva si è costruita così: lunghi corpi edilizi affiancati, dimore signorili accanto a case popolari, e i nomi delle calli che vi sboccano — Zudìo, Specchiera, Loredan — tengono memoria di un quartiere popolare ai confini del Ghetto.