A ridosso del Ponte di Rialto, quasi inghiottita dall’edilizia del mercato, San Bartolomeo è la chiesa invisibile del centro di Venezia: fondata nell’840 come San Demetrio martire di Tessalonica — per il Sansovino opera di Marco Orseolo e del figlio Bartolomeo, poi rifatta a tre navate dalle famiglie Salonesi, Belegna e Vallarella — rinnovata sotto il doge Domenico Selvo nel 1170 e dedicata all’apostolo, e sede di sedici scuole e confraternite, fu il punto di riferimento spirituale dei mercanti tedeschi del vicino Fontego — che qui — per iniziativa di Cristoforo Foscari, dice il Sansovino — commissionarono a Dürer la Festa del Rosario, oggi a Praga, mentre Sebastiano del Piombo dipingeva per lei le portelle d’organo finite all’Accademia.