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Itinerario 7 · a piedi

Rialto: i mercati e i palazzi del Canal Grande

Un percorso a piedi con 96 tappe, da Piazza San Marco a Il Campiello Angaran e il Medaglione dell'Imperatore Bizantino.

Le tappe

  1. Piazza San Marco

    È l’unico spazio di Venezia chiamato «Piazza» — tutti gli altri sono campi — perché unica voleva essere anche nel nome.

  2. Procuratie di San Marco

    Su tre lati di Piazza San Marco corre il ritmo continuo delle Procuratie, le dimore dei Procuratori di San Marco — la più alta magistratura della Repubblica dopo il Doge, nove uomini divisi in tre uffici: de supra, de citra e de ultra.

  3. Chiesa scomparsa di San Geminiano

    Volta le spalle alla Basilica e guarda il lato corto della Piazza: l’Ala Napoleonica chiude oggi lo spazio dove per due secoli e mezzo sorse San Geminiano, la chiesa che Jacopo Sansovino completò nel 1557 e amò tanto da sceglierla come sua tomba.

  4. Frezzeria

    Stretta e sempre affollata, la Frezzeria disegna una L tra la Fenice e Piazza San Marco: fino al 1863, prima che il Bacino Orseolo offrisse una via più diretta, era il collegamento più rapido tra Campo San Luca e la Piazza.

  5. Palazzo Molin alla Frezzeria

    Al Ramo dei Fuseri, a pochi passi dalla stretta e vivace Frezzeria, Palazzo Molin — detto anche del Cuoridoro — ha due facce: sulla calle si apre una facciata moderna che porta un’epigrafe in ricordo del soggiorno di Wolfgang Goethe nel 1786, mentre il vero volto del palazzo, una bella facciata gotico-veneziana del Quattrocento, si affaccia sul rio dei Barcaroli e si ammira dal ponte omonimo.

  6. Ponte dei Fuseri

    Un piccolo ponte di pietra tra San Marco e San Luca, sul rio omonimo: la calle che lo attraversa porta dalla Frezzeria a Campo San Luca, e poco prima un ramo stretto scende fino a toccare l’acqua.

  7. Campo San Luca

    Se chiedi a un veneziano dov’è il centro di Venezia, molti ti risponderanno: qui. Campo San Luca è il crocevia naturale tra Piazza San Marco e Rialto, il salotto all’aperto dove da secoli la città si incontra, chiacchiera e passa.

  8. La Chiesa di San Luca

    A metà strada fra San Marco e Rialto, affacciata sul rio che le dà l’acqua e sul campiello che le dà l’aria, San Luca è una delle parrocchie più antiche di Venezia: la vollero nell’XI secolo le famiglie Dandolo e Pizzamano, in forme veneto-bizantine a tre navate, in un punto strategico del commercio cittadino.

  9. Calle del Forner

    Da Campo San Luca, il salotto commerciale di Venezia, si infilava questa calle verso la Corte del Teatro: «forner» in dialetto vuol dire fornaio, e qui un forno cuoceva il pane per il cuore della città.

  10. Teatro Goldoni

    Dietro Campo San Luca, a due passi dal Rialto, un’insegna a mosaico annuncia il teatro più antico di Venezia — e il quarto più antico d’Italia fra quelli ancora in scena: il Teatro Carlo Goldoni, inaugurato nel 1622 come Teatro Vendramin di San Salvatore.

  11. Palazzo Farsetti e Loredan (Municipio)

    Sulla Riva del Carbon, chiamata così dai navigli di carbone che qui si ormeggiavano, due palazzi veneto-bizantini del Duecento custodiscono da un secolo e mezzo il Municipio di Venezia.

  12. Fondamenta del Carbon

    Tra Ca’ Farsetti e Palazzo Bembo, questa striscia di riva sul Canal Grande era il distributore di benzina della Venezia preindustriale: qui si ormeggiavano le zattere cariche di carbone e qui si faceva spaccio del combustibile che teneva accesi forni, cucine e fonderie.

  13. La Dimora gotica dei Dandolo e dell'Aretino

    Sulla Fondamenta del Carbon, lungo il rio di San Luca e a due passi da Rialto, una casa gotica del Trecento con lo stemma dei Dandolo è la sentinella di un intero quartiere di famiglia: qui attorno, tra il rio e il Canal Grande, i Dandolo ebbero le loro case per secoli, fino alla caduta della Repubblica.

  14. Palazzo Dolfin Manin (Banca d'Italia)

    Poco prima di Rialto, sul Canal Grande, il portico bianco di Palazzo Dolfin Manin è una delle facciate più severe e ammirate di Venezia: la disegnò Jacopo Sansovino tra il 1538 e il 1547 per i Dolfin, che vollero sostituire due case medievali con un palazzo «alla romana» costato trentamila ducati.

  15. Riva del Ferro

    Oggi questa riva è una delle terrazze più frequentate del Canal Grande, tutta alberghi, tavolini e viste sul ponte di Rialto.

  16. Il Ponte di Rialto

    Il Ponte di Rialto è il cuore geometrico e simbolico di Venezia: per secoli l’unico collegamento stabile fra le due sponde del Canal Grande, «citra et ultra canalem», nel punto dove la città era nata e commerciava.

  17. Naranzeria

    Tra l’abside di San Giacomo di Rialto e il Palazzo dei Camerlenghi, questo angolo sul Canal Grande era il deposito delle arance: qui si stoccavano gli agrumi che arrivavano dal bacino del Mediterraneo, in una Rialto che faceva da porta d’Oriente alla città.

  18. Palazzo dei Camerlenghi

    Ai piedi del Ponte di Rialto, lato San Polo, questo palazzo pentagonale segue la curva del Canal Grande come un forziere incastrato nella volta: lo costruì Guglielmo dei Grigi detto il Bergamasco tra il 1525 e il 1528, sul disegno di Codussi e Lombardo, per volere del doge Andrea Gritti — dentro il grande cantiere che risollevò Rialto dopo l’incendio del 1514.

  19. Ruga degli Orefici

    La strada più commerciale di Venezia ha un nome che è un contratto: ruga, nel dialetto antico, è la via delle botteghe, e gli orefici — gli «oresi» — erano qui così padroni che nel 1331 il Maggior Consiglio li obbligò a lavorare e vendere oro solo nell’isola di Rialto, dove era anche più facile tenere a bada gli incendi dei loro crogiuoli.

  20. La Chiesa di San Giovanni Elemosinario

    Nel fitto reticolo delle calli di Rialto, lungo la Ruga Vecchia — anticamente Ruga dei Oresi, degli orefici — si cela una delle chiese più antiche e preziose di Venezia: San Giovanni Elemosinario, detta ’San Zuane de Rialto’.

  21. Chiesa di San Giacomo di Rialto

    La chiesa più piccola e più antica del cuore commerciale di Venezia: i veneziani la chiamano San Giacométo.

  22. Fabbriche Vecchie di Rialto

    Il lungo corpo porticato che chiude il Campo di Rialto verso l’Erberia è il quartier generale che la Serenissima ricostruì dopo l’incendio del 1514: le Fabbriche Vecchie, disegnate da Antonio Abbondi detto lo Scarpagnino tra il 1520 e il 1522.

  23. Gobbo di Rialto

    Nel campo di San Giacomo, davanti alla chiesa più vecchia di Venezia, un uomo nudo e accosciato regge sulla schiena una piccola rampa di scale: è il Gobbo di Rialto, scolpito da Pietro da Salò nel 1541.

  24. Porticato del Banco Giro

    Sotto il lungo porticato che cinge da due lati campo San Giacometto — sormontato per un tratto dalle Fabbriche Vecchie di Rialto — si radunavano i mercanti per le contrattazioni: qui aveva sede la Banca circolante di Credito detta «Banco Giro», l’istituzione che ha inventato, di fatto, il bonifico — pagamenti fatti a penna sui registri invece che a monete contate una a una. Ai suoi piedi vegliava il Gobbo di Rialto, la statua che sostiene la gradinata, testimone muto di affari, condanne e satire: dal 1577 il Gobbo «parlava» come il Pasquino di Roma, e dialogava con un suo Marforio veneziano, il «Marocco Popone» — la figurina scolpita alla base della colonna della piazzetta, così detta dalla cesta di poponi che le sta accanto: la prima satira pubblicata a Rialto fu un loro botta e risposta su una cometa apparsa in cielo, «Hastu visto Marocco che cometa?».

  25. I Mercati di Rialto (Erberia e Pescaria)

    Rialto è il mercato più antico di Venezia: «Rivoaltus», la riva alta, era il nome stesso della città prima che diventasse Venezia, e qui, dal 1097, si svolge il commercio che per secoli ha fatto della Serenissima la porta d’Oriente — organizzato in mercato vero e proprio già nel 1322.

  26. Fabbriche Nuove di Rialto

    Seguendo docilmente la grande ansa del Canal Grande, tra l’Erberia e la Pescheria, si stende la lunga facciata delle Fabbriche Nuove di Rialto: l’ultimo tassello della ricostruzione del cuore commerciale della città, progettata da Jacopo Sansovino tra il 1552 e il 1555 — a fianco delle Fabbriche Vecchie dello Scarpagnino, più vecchie di appena trent’anni.

  27. Campo Cesare Battisti

    Nel cuore del mercato di Rialto, tra l’Erbaria e la Casaria, si apre un campo che di nomi ne ha avuti tre. Prima fu il Campo de le Corderie, per le piccole botteghe dei cordaroli che qui fabbricavano corde e spago per tutta la Repubblica — e fu da qui che la sera del 10 gennaio 1514 partì il grande incendio che distrusse quasi tutto Rialto.

  28. Pescheria Nuova

    All’estremità dell’isola di Rialto, dove il Canal Grande fa la grande curva, sta la Pescheria Nuova: la loggia a porticato dove da più di un secolo si vende il pesce, in un edificio che sembra gotico ma è del 1907, opera dell’architetto Domenico Rupolo e del pittore-scultore Cesare Laurenti, in quella «fredda ispirazione» al Quattrocento veneziano che le guide bocciarono ma che ai veneziani è ormai entrata negli occhi come fosse sempre stata lì — inaugurata solennemente il 28 aprile 1907, in occasione della VII Biennale.

  29. Campo delle Beccarie

    Un campo che profuma di storia e un tempo di ben altro: qui, a un passo dalla Pescaria di Rialto, stava il cuore della carne veneziana — il macello pubblico e le botteghe dei becheri, i macellai, che per secoli rifornirono la Repubblica.

  30. Calle e Sottoportico del Cappeller

    Tra Campo delle Beccarie e la Calle dei Botteri, alle spalle del mercato di Rialto, questa calle col sotoportego conserva il nome di un mestiere: il «cappeller», il cappellaio che qui aveva bottega e che esisteva ancora quando il Tassini scriveva le sue Curiosità, un secolo e mezzo fa. Ma i veneziani più anziani la chiamavano altrimenti: il sotoportego e la calle erano «della Pigna», il ramo «del Pero» — due cognomi di famiglie della parrocchia di San Cassiano, e l’arma dei Dalla Pigna è ancora scolpita sul muro del sotoportego: non una pigna qualsiasi, ma l’insegna del fondaco di uno speziale diventata casato.

  31. Calle dei Botteri

    Nella Venezia delle targhe ogni nome racconta un mestiere: Calle dei Botteri è la strada dei bottai.

  32. Calle Raspi

    Una calle corta che porta a uno degli angoli più fotografati della Venezia minore: il Ponticello Raspi, sospeso sul rio delle Beccarie, il canaletto stretto che dai macelli storici di Rialto corre verso la Pescheria e il Canal Grande: beccarie erano infatti i macelli, e per secoli la carne destinata a tutta la città è passata da queste strette acque di servizio nascoste dietro l’Erbaria.

  33. Palazzo Muti Baglioni

    Nel dedalo di calli dietro la chiesa di San Cassiano sta nascosto un gigante: Palazzo Muti Baglioni, ventisette metri fino al tetto, l’edificio privato più alto di Venezia — e quasi impossibile da vedere tutto intero, perché è stretto in una calle dove non c’è spazio nemmeno per guardarlo.

  34. Campo San Cassiano

    Un campo tranquillo a ovest di Rialto, dominato dalla massa squadrata della chiesa di San Cassiano e dal suo campanile duecentesco: sembra un angolo qualunque della città, e invece custodisce un primato mondiale.

  35. La Chiesa di San Cassiano

    Nel cuore di San Polo, in un campo appartato a due passi da Ca’ Corner della Regina, la chiesa di San Cassiano — un tempo dedicata a santa Cecilia — è una delle fondazioni più antiche di Venezia: millenaria, ricostruita più volte e rivestita all’interno di uno scrigno barocco del primo Seicento.

  36. Ponte Giovanni Andrea della Croce

    Sul rio di San Cassiano, tra il campiello omonimo e il campo della chiesa, questo ponte di pietra porta un nome raro per un attraversamento veneziano: quello di un medico.

  37. Palazzo Albrizzi

    Fra il Ponte delle Tette e il campiello omonimo si affaccia Palazzo Albrizzi, una delle case patrizie meglio conservate di Venezia — e ancora oggi abitata dai discendenti della famiglia.

  38. Palazzo Corner della Regina

    Sulla sponda di Santa Croce, un passo prima di Ca’ Pesaro, il Palazzo Corner della Regina è una mole bianca e teatrale che si impone sul Canal Grande come un fondale scenico.

  39. Palazzo Gozzi

    Nel dedalo di Santa Croce, sul rio di Santa Maria Mater Domini — che le mappe antiche chiamano anche rio delle Due Torri — si specchia la facciata seicentesca di Palazzo Gozzi: dimora di una ricca famiglia bergamasca di mercanti di seta, e casa dei due fratelli scrittori che divisero il teatro veneziano del Settecento.

  40. Campo Santa Maria Mater Domini

    Campo Santa Maria Mater Domini è una corte raccolta nel sestiere di Santa Croce, con una vera da pozzo al centro e il rio accanto, scavalcato dal ponte verso Calle della Regina.

  41. Case Zane

    Al civico 2174, le Case Zane conservano una delle rare facciate veneto-bizantine duecentesche di Venezia.

  42. Casa Barbaro

    Al civico 2179, di fronte alle case duecentesche dei Zane, Casa Barbaro mostra la sua facciata archiacuta del Trecento: le finestre ad arco acuto in stile gotico-veneziano furono la firma elegante delle dimore patrizie prima del Rinascimento.

  43. Palazzetto Viaro poi Zane

    In fondo a Campo Santa Maria Mater Domini — uno dei più intatti scorci medievali della città — al numero 2123 c’è un palazzetto che racconta tre secoli in una facciata: il gotico del primo Trecento al piano nobile, la Rinascenza sopra, e sul davanzale un piccolo leone «andante» che i veneziani chiamano il marchetto e che la tradizione collega alla più famosa congiura della storia veneziana — il marchio che si imprimeva, si diceva, sulle case confiscate ai ribelli.

  44. Casa Leoni

    All’angolo tra Campo Santa Maria Mater Domini e Calle della Chiesa, al numero 2180, Casa Leoni fa da cerniera, nel senso letterale, tra due epoche: le sue bifore ad arco acuto sono quattrocentesche, altre parti della casa sono rinascimentali del Cinquecento.

  45. La Chiesa di Santa Maria Mater Domini

    Defilata sulla Calle della Chiesa, a un passo dal campo medievale che porta il suo nome, Santa Maria Mater Domini non si affaccia sul campo ma sulla calle laterale.

  46. Ponte del Cristo o del Tintor

    Il Ponte del Cristo o del Tintor scavalca il rio de la Pergola in Santa Croce — il canaletto che di qui scende fino a sfociare presso Ca’ Pesaro nel Canal Grande — tra il Campiello dello Spezier e la Calle de la Chiesa che porta a Santa Maria Mater Domini.

  47. Palazzo Mocenigo (Museo)

    A San Stae, a due passi dal Canal Grande, c’è un palazzo che fu per secoli la casa del ramo di San Stae dei Mocenigo — la famiglia che a Venezia ha dato ben sette dogi.

  48. Palazzo Agnusdio

    Sul rio di Ca’ Pesaro, a due passi da San Stae, si affaccia uno dei palazzi più enigmatici di Venezia: Palazzo Agnusdio, detto anche ’dei Quattro Evangelisti’.

  49. Palazzo Pesaro (Galleria d'Arte Moderna)

    Sul Canal Grande, di fronte a San Stae, Palazzo Pesaro — Ca’ Pesaro — è l’ultima e più poderosa creatura di Baldassare Longhena: una mole colossale voluta dal procuratore Leonardo Pesaro, che ne aveva ricevuto il compito nel testamento dello zio doge Giovanni, con la consegna di «aumentarne bellezza e grandezza».

  50. Palazzo Giovanelli (già Foscarini)

    Accanto alla chiesa di San Stae, sulla sponda destra del Canal Grande, Palazzo Foscarini Giovanelli è una delle case più abitate della storia di Venezia: mercanti di gioielli, stampatori fiorentini, un doge, un re di Danimarca e perfino Mozart ci hanno vissuto o festeggiato.

  51. La Chiesa di San Stae

    Affacciata scenograficamente sul Canal Grande, in uno dei pochi campi di Venezia che scendono fino a bagnarsi nell’acqua, la chiesa di San Stae (Sant’Eustachio per i veneziani) è il manifesto del barocco che guarda al canale.

  52. La Scuola dei Tiraoro e Battiloro

    Nel Campo di San Stae, adagiata in fianco alla chiesa che si specchia sul Canal Grande, sta una casetta elegante che lavorava il metallo più prezioso del mondo: la Scoletta dei Tiraoro e Battioro, sede della corporazione che trasformava l’oro in fili per le stoffe e in foglie sottili come l’aria per le decorazioni — dalla facciata della Ca’ d’Oro alle pale d’altare.

  53. Salizzada San Stae

    La salizzada corre dritta verso il Canal Grande e si chiude nella scenografia perfetta della facciata di San Stae, la chiesa barocca che Domenico Rossi rivestì di statue e marmi come un teatro sull’acqua: a pagarla, per testamento, fu il doge Alvise Mocenigo II, nato nel 1624 proprio nel palazzo di questa salizzada.

  54. Palazzo Carminati

    In Salizzada Carminati, a due passi dal campo di San Stae, questo palazzo post-palladiano di inizio Seicento fu la casa dei Carminati, ricchi mercanti bergamaschi che nel 1687 si comprarono l’ammissione al patriziato veneziano — la parabola classica della fortuna dei commerci convertita in stemma, quello che due angeli reggono ancora nella lunetta sopra il portale.

  55. Ponte Carminati

    Un ponte di pietra sul rio di San Boldo, a Santa Croce, con un doppio cognome: lo chiamano Carminati, dal palazzo patrizio che si affaccia sul rio, ma anche Colombo, dalla famiglia che nel 1695 comprò qui una casa.

  56. Ponte e Fondamenta del Megio

    A un tiro di barca dal Canal Grande, il Ponte del Megio scavalca l’ultimo tratto del rio omonimo lì dove questo si immette nel rio de San Boldo.

  57. Casa Sanudo

    Sulla Fondamenta del Megio, a due passi dai vecchi granai della Repubblica, una fabbrica rinascimentale del Cinquecento custodisce una lapide latina: qui morì il 4 aprile 1536 Marin Sanudo, il più grande cronista che Venezia abbia mai avuto.

  58. Palazzo Priuli-Stazio

    Tra la calle del Megio e il rio omonimo, nella parrocchia di San Giacomo dall’Orio, si alza un palazzo che sembra un blocco unico: sei piani di pietra e mattoni, presente già sulla celebre mappa prospettica di Venezia del 1500.

  59. Fondaco del Megio

    Accanto alle arcate solenni del Fondaco dei Turchi, questo parallelepipedo di mattoni nudi è la facciata più disadorna del Canal Grande — e lo è di proposito: qui non si ostentava ricchezza, si accatastava pane.

  60. Il Fondaco dei Turchi (Museo di Storia Naturale)

    Dal vaporetto, sulla sponda sinistra del Canal Grande, appare l’immagine più «orientale» di Venezia: il Fondaco dei Turchi, con il porticato terreno, i loggiati superiori e la merlatura tra due corpi a torre, il tipo più completo di casa veneto-bizantina, anche se la facciata che vediamo è una ricostruzione ottocentesca sull’antico modello.

  61. Calle del Capitello

    Breve calle di Santa Croce che corre alle spalle del campo di San Zan Degolà, in uno degli angoli più quieti e meno frequentati della città.

  62. La Chiesa di San Zan Degola

    Nel silenzioso Campo San Zan Degolà, a ridosso del Fondaco dei Turchi, si nasconde una delle chiese più antiche e intatte di Venezia: San Giovanni Decollato — «San Zuan di Golao» nei documenti antichi, storpiato poi in «San Zan Degolà».

  63. Giardino d'angolo (sito di Casa Bembo)

    Dal Canal Grande, alla bocca del rio di San Zan Degolà, si vede un angolo di giardino e una costruzione moderna: è il posto dove sorgeva la suntuosa casa dei Bembo, casato che diede alla Repubblica il doge Giovanni e alla letteratura il cardinale Pietro, e che possedeva una decina di dimore in città.

  64. Riva di Biasio

    È l’unica fermata del vaporetto sul Canal Grande che non porta il nome di una chiesa o di un monumento, ma quello di un macellaio — e non di un macellaio qualsiasi.

  65. Palazzo Marcello-Priuli-Toderini

    Su Riva di Biasio, proprio dove il canale di Cannaregio si apre nel Canal Grande, Palazzo Marcello Toderini è un piccolo palazzo seicentesco dal disegno insolito: un solo piano nobile con una serliana centrale affiancata da monofore centinate inscritte in una cornice trabeata.

  66. Palazzo Donà

    Sulla Riva di Biasio, nel tratto di Canal Grande del sestiere di Santa Croce di fronte a Palazzo Flangini e alla chiesa di San Geremia, si allunga la facciata seicentesca di Palazzo Donà Balbi.

  67. Calle del Pistor

    Calle del sestiere di Santa Croce che mette in comunicazione la Riva di Biasio, sul Canal Grande, con l’interno del sestiere in direzione di San Zan Degolà.

  68. Lista Vecchia dei Bari

    In questa calle del sestiere di Santa Croce, a due passi da San Simeone Grande, si nasconde una parola giuridica della vecchia Venezia: «lista» erano le strade adiacenti al palazzo di un ambasciatore straniero, e godevano di immunità — qui i birri non potevano arrestare nessuno, come in un asilo sacro.

  69. Arco della Corte Pisani

    In Lista Vecchia dei Bari, a Santa Croce, questa soglia di mattoni introduce nella Corte Pisani.

  70. Campo Santo

    Il nome dice già tutto, e dice una cosa che a Venezia è quasi sparita: questo piccolo slargo davanti alla facciata di San Simeone Profeta era il cimitero della contrada, il camposanto dove la parrocchia seppelliva i suoi morti per otto secoli e più. Qui venivano i morti comuni: seppellire dentro la chiesa, ricordava nel 1530 il patriarca Querini, spettava solo a santi, prelati, re, principi e benefattori — e già si lamentava degli abusi.

  71. La Chiesa di San Simeone Grande

    In un campiello alberato affacciato sul rio, tra i canali silenziosi dietro la Riva di Biasio, la chiesa di San Simeone Grande è una delle più antiche del sestiere: fondata, dicono le cronache, nel 967 a spese comuni delle famiglie Ghisi, Adoldi e Briosi, fu rifatta in pietra dopo l’incendio del 1150.

  72. Ponte Bergami

    Sul Rio Marin, a due passi dal Canal Grande, il Ponte Bergami — o de la Bergama — è uno dei ponti più caratteristici e pittoreschi di Venezia: una struttura in ferro e pietra che collega le due fondamente fiancheggiate da costruzioni d’epoca e grandiosi palazzi.

  73. Calle Lunga

    Tra i vicoli di Santa Croce questa calle fa una cosa rara: arriva fino al Canal Grande e si affaccia sull’acqua ai piedi del Ponte degli Scalzi, una delle uscite sul canale più scenografiche della città.

  74. Fondamenta San Simeone Piccolo

    La fondamenta che tutti i viaggiatori vedono appena usciti dalla stazione: il primo tratto di riva sul Canal Grande di fronte a Santa Lucia, con la mole verde del piccolo Pantheon a fare da fondale.

  75. Palazzo Foscari-Contarini

    Ai piedi del Ponte degli Scalzi, di fronte alla chiesa di Santa Maria di Nazareth, Palazzo Foscari Contarini apre sul Canal Grande la sua singolare pianta a U: due corpi di fabbrica riuniti da un muro di cinta che chiude il cortile interno verso il canale.

  76. Casa Adoldo (o Adoaldo)

    Di fronte alla stazione, sulla riva del Canal Grande, quasi tutti guardano la cupola verde di San Simeone Piccolo e pochi notano la casa che le sta accanto.

  77. Campiello della Comare

    Un campiello nascosto di Santa Croce, dove non si passa per caso: bisogna cercarlo dietro Palazzo Gradenigo, tra Calle Lunga e il Rio Marin.

  78. La Chiesa di San Simeone Piccolo

    È il primo monumento di Venezia per chi scende dal treno: la chiesa dei Santi Simeone e Giuda, detta San Simeon Piccolo, si impone sul Canal Grande di fronte alla stazione col suo pronao corinzio e il gran cupolone di rame.

  79. Palazzo Diedo-Emo

    Sulla Fondamenta di San Simeone Piccolo, un passo prima del Ponte della Croce e di fronte alla stazione (da non confondere con l’altro Palazzo Diedo di Santa Fosca), Palazzo Emo Diedo è per molti viaggiatori il primo palazzo che Venezia gli mostra: una facciata settecentesca misurata e neoclassica, con la grande trifora coronata da un timpano triangolare che spunta fra colonne corinzie di ordine colossale.

  80. Ponte della Croce (della Zirada)

    Il Ponte della Croce, detto anche «della Zirada», scavalca il rio de la Croce proprio dove il canaletto sfocia nel Canal Grande, tra la Fondamenta dei Tolentini e il verde dei Giardini Papadopoli.

  81. Ex Convento dei Teatini (IUAV)

    Dietro la mole della basilica dei Tolentini si apre un convento che è un piccolo capolavoro di architettura conventuale cinquecentesca: lo progettò Vincenzo Scamozzi per i padri Teatini, e i Teatini stessi lo portarono a termine nel 1602.

  82. La Basilica di San Nicolò da Tolentino (Tolentini)

    I Teatini, ordine fondato a Roma nel 1524 da Gaetano da Thiene e Giovanni Pietro Carafa, il futuro papa Paolo IV, arrivarono a Venezia in fuga dal sacco di Roma del 1527.

  83. Ponte dei Tolentini

    Il Ponte dei Tolentini scavalca il rio omonimo nel punto in cui s’incontra col rio della Croce, in Santa Croce, tra il Campo dei Tolentini e la Fondamenta Condulmer che porta ai Giardini Papadopoli.

  84. Giardino Papadopoli

    Tra Piazzale Roma e il Canal Grande si apre il giardino pubblico più famoso di Venezia: settemila e cinquecento metri quadrati di lecci, cipressi e cedri, quel che resta di un parco romantico di dodicimila metri quadrati voluto nel 1834 da Teresa Mosconi — moglie del conte Spiridione Papadopoli, proprietario della più grande banca privata della città — e disegnato dallo scenografo Francesco Bagnara.

  85. Palazzo Foresti

    Al numero 210 di Fondamenta Condulmer, tra il palazzo omonimo e l’Hotel Papadopoli, questo palazzo della metà del Cinquecento — rimaneggiato nel Settecento — guarda da un lato il rio dei Tolentini e la facciata della chiesa di San Nicolò, dall’altro il grande giardino che fu la meraviglia della Venezia romantica.

  86. Palazzo dei Condulmer

    Sulla Fondamenta Condulmer, all’imbocco dei Giardini Papadopoli e affacciato sul rio dei Tolentini, si alza un palazzo dei primi anni del Settecento che diede il nome all’intera riva.

  87. Ponte dei Squartai

    Ai Tolentini, dove il rio del Magazèn incontra il Gaffaro e il sestiere di Dorsoduro passa a quello di Santa Croce, un ponte di mattoni rossi porta uno dei nomi più macabri della toponomastica veneziana: Ponte dei Squartai.

  88. Fondamenta del Magazen

    La Fondamenta del Magazen costeggia il rio omonimo — il braccio del Gaffaro che segna il confine tra Santa Croce e Dorsoduro — all’estremità occidentale di Santa Croce, tra i Tre Ponti e i Tolentini, dove la città incontra Piazzale Roma.

  89. I Tre Ponti sul Rio Nuovo

    Venezia conta centinaia di ponti, ma solo uno porta nel nome il proprio numero: i Tre Ponti sono un nodo di passerelle nel punto esatto dove tre rii si incontrano, a due passi dagli asfalti di Piazzale Roma.

  90. Campazzo Tre Ponti

    Uno spiazzo d’angolo tra Piazzale Roma e il sestiere di Santa Croce, dove la Venezia che lavora si incontra con quella che arriva.

  91. Piazzale Roma

    Piazzale Roma è l’unico pezzo di Venezia dove le ruote battono ancora sull’asfalto: il grande spiazzo all’estremità del ponte della Libertà, inaugurato il 25 aprile 1933 come capolinea automobilistico della città, con l’imponente autorimessa razionalista — il cemento armato di Miozzi e le sue rampe elicoidali finirono subito sulla stampa specializzata di mezza Europa — che fino agli anni Cinquanta fu il parcheggio coperto più grande del continente.

  92. Campo Sant'Andrea

    A Venezia «campo» vuol dire piazza, ma qui la parola va presa alla lettera: Campo Sant’Andrea è un prato vero, con erba e alberi, solitario a due passi dal frastuono di Piazzale Roma.

  93. La Chiesa di Sant'Andrea della Zirada

    All’estremo limite occidentale di Venezia, schiacciata tra i garage di Piazzale Roma e il binario del People Mover, sopravvive una delle più belle facciate gotiche della città: Sant’Andrea della Zirada, nata nel 1329 come ospizio per povere donne voluto da quattro nobildonne veneziane.

  94. Fondamenta Santa Chiara

    È la riva dove Venezia finisce e comincia la terraferma: la Fondamenta Santa Chiara corre lungo il Canal Grande avvolgendo Piazzale Roma, e i vaporetti che risalgono il canale fanno qui la loro ultima fermata.

  95. Chiesa del Nome di Gesù a Santa Chiara

    A due passi da Piazzale Roma, protetta da un alto muro di cinta, questa è una delle pochissime chiese veneziane costruite nell’Ottocento: un piccolo tempio neoclassico eretto tra il 1815 e il 1834 su progetto di Giannantonio Selva, l’architetto della Fenice, e completato dal suo allievo Antonio Diedo: la consacrazione solenne arrivò il 12 ottobre 1834, dopo ventiquattro anni di cantiere.

  96. Il Campiello Angaran e il Medaglione dell'Imperatore Bizantino

    Il Campiello Angaran è una piccola pausa nel tessuto fitto di Dorsoduro, a pochi passi da San Pantalon.

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