Il nome dice già tutto, e dice una cosa che a Venezia è quasi sparita: questo piccolo slargo davanti alla facciata di San Simeone Profeta era il cimitero della contrada, il camposanto dove la parrocchia seppelliva i suoi morti per otto secoli e più. Qui venivano i morti comuni: seppellire dentro la chiesa, ricordava nel 1530 il patriarca Querini, spettava solo a santi, prelati, re, principi e benefattori — e già si lamentava degli abusi.