Un percorso a piedi con 78 tappe, da Piazza San Marco a Calle dei Segretari.
Le tappe
- Piazza San Marco
È l’unico spazio di Venezia chiamato «Piazza» — tutti gli altri sono campi — perché unica voleva essere anche nel nome.
- Torre dell'Orologio di Venezia
Nel 1493 il Senato della Serenissima decise che Venezia meritava un orologio nuovo: quello vecchio, in una nicchia della Basilica, non aveva nemmeno il quadrante e le ore si sentivano solo a orecchio, con i rintocchi di campana.
- La Vecia del Morter
Il 15 giugno 1310 Venezia rischiò di cambiare padrone.
- Merceria dell'Orologio
L’ultimo tratto della Marzaria — la spina commerciale che unisce Rialto a San Marco — è la Merceria dell’Orologio: parte sotto l’arco della Torre dell’Orologio, porta monumentale della piazza, e muore in Campo San Zulian.
- Campo San Zulian
Un campo piccolo e sempre pieno di passaggio, a metà Merceria tra Piazza San Marco e Rialto: Campo San Zulian deve il nome alla chiesa che gli sta in mezzo e lo divide dal campiello omonimo.
- Chiesa di San Giuliano
Sulla Merceria, a pochi passi dall’Arco dell’Orologio, San Giuliano - San Zulian in veneziano - è una chiesa di antichissima fondazione: la cronaca del doge Andrea Dandolo la pone all’832 — altri la vogliono fondata verso l’829 da Giovanni Marturio, che reggeva lo stato durante l’esilio del doge Partecipazio — e il primo documento certo è del 1061; dedicata al martire Giuliano della Tebaide, fu chiesa plebana del clero ducale marciano fino al 1804.
- Ponte dei Ferali
Piccolo ponte in pietra che unisce la Merceria di San Zulian alla Calle Fiubera, unico passaggio sul breve rio dei Ferai: insieme ai rii dei Scoacamini, delle Procuratie, del Cappello e all’Orseolo esso chiude l’isoletta di San Gallo, nel cuore di San Marco.
- Chiesetta di Santa Croce degli Armeni
Esiste una chiesa a Venezia che non si vede: nascosta dentro il Sotoportego degli Armeni, a due passi dalla Merceria e da Piazza San Marco, la chiesetta di Santa Croce è l’unica chiesa armena del Medioevo in Italia ancora aperta al culto di rito orientale.
- Spadaria
Una calle stretta e fitta di vetrine, a un passo da San Zulian e dalla Calle Larga: la Spadaria deve il suo nome alle botteghe degli armaiuoli, gli spadai che qui forgivano le lame della Serenissima — spade, pugnali, armature per una città armigera che armava anche il suo orgoglio.
- Calle Larga San Marco
La chiamano “larga” perché lo è davvero: in un quartiere di calli strette, questa via che dalle Mercerie dell’Orologio corre verso il rio di Palazzo Ducale fu una delle prime di Venezia a essere allargata.
- Farmacia all'Insegna del Salvatore
A due passi dalla Spadaria, Palazzo Anzelieri, dei mercanti venuti da Lucca, custodisce sulla Calle Larga San Marco uno dei tesori settecenteschi più rari della vita quotidiana veneziana: la Farmacia all’Insegna del Salvatore, un’antica spezieria che sembra essersi fermata nel tempo.
- Calle al Ponte de l'Anzolo
Una calle che promette un angelo — e l’angelo c’è davvero, ma bisogna saperlo cercare.
- Ponte del Remedio
Il Ponte del Remedio, nel cuore di Castello, deve il suo bizzarro nome a un certo Lorenzo Remedio, venditore di malvasia che viveva qui già nel Cinquecento.
- Palazzo Soranzo (Casa dell'Angelo)
All’angolo del Rio del Mondo Novo, con l’ingresso sul Ponte del Remedio, Palazzo Soranzo è detto la Casa dell’Angelo per la piccola immagine marmorea trecentesca murata in facciata: un angelo in un tabernacolo che la leggenda lega a una storia di diavoli e scimmie.
- Ponte Pasqualigo e Avogadro
A Venezia i ponti con due nomi non mancano, ma qui i nomi sono due perché i rii sono due: il Ponte Pasqualigo e Avogadro è un doppio ponte in pietra che scavalca il punto dove il rio de San Zaninovo — detto anche del Remedio — incontra il rio di Santa Maria Formosa, a due passi dal Campiello Querini Stampalia.
- Campiello Querini-Stampalia
Fermati nel campiello e leggi il palazzo come una casa cresciuta per generazioni.
- Campiello Santa Maria Formosa
Dietro il gran teatro del campo c’è il suo retropalco: un campiello quieto sul rio di Santa Maria Formosa, dove la chiesa mostra la sua seconda facciata, classicheggiante, del 1542, con la statua del generale Vincenzo Cappello sopra l’urna.
- Campo di Santa Maria Formosa
Tra San Marco e Rialto, nel cuore del sestiere di Castello, si apre uno dei campi più grandi e vivi di Venezia: centoventi metri di spiazzo circondato da palazzi gotici e rinascimentali.
- Palazzo Malipiero-Trevisan
Separato da Campo Santa Maria Formosa da un braccio del rio omonimo — lo si raggiunge solo attraverso un ponticello privato — Palazzo Malipiero-Trevisan ha una facciata che è quasi un cofanetto: pietra d’Istria, marmi greci ed egizi, medaglie e cammei di porfido, verde antico e serpentino che la fanno apparire ingioiellata, come scrivevano le guide dell’Ottocento.
- Ruga Giuffa
Ruga Giuffa è una delle calli più eleganti dietro Campo Santa Maria Formosa — e il suo nome è un piccolo atlante: ’ruga’ in veneziano è la strada, mentre ’Giuffa’ è quasi certamente la corruzione di Julfa, la città armena da cui venivano i mercanti che qui abitavano e commerciavano seta, cotone, lana e tinture d’Oriente.
- Palazzo Grimani a Santa Maria Formosa
Nel fondo di Ramo Grimani, a un passo da Campo Santa Maria Formosa, si nasconde il palazzo più romano di Venezia: la dimora che i fratelli Vettore e Giovanni Grimani — il procuratore e il patriarca di Aquileia — trasformarono a metà del Cinquecento in una domus antica, con cortile porticato, stucchi e affreschi «alla romana» dei migliori maestri della scuola.
- Palazzo Bon
In fondo alla stretta Calle dell’Arco — che prende il nome da un arco che l’attraversa, segno antico che le case ai due lati avevano lo stesso proprietario — si intravede una delle facciate più antiche della città: una bifora di stile veneto-bizantino del Duecento e rivestimenti di marmi orientali.
- Salizada Zorzi
Salizada vuol dire ’selciata’: le strade che Venezia lastricò per prime, quando il resto della città camminava ancora sulla terra battuta, e lastricare era un segno di prestigio e di traffico importante.
- Palazzo Zorzi a San Severo
Tra la salizada Zorzi e il rio di San Severo, nel sestiere di Castello, spicca il bianco rivestimento in pietra d’Istria di Palazzo Zorzi, detto anche Zorzi Galeoni: un grande palazzo rinascimentale eretto nei primi anni del Cinquecento su progetto attribuito a Mauro Codussi, l’architetto della vicina chiesa di Santa Maria Formosa.
- Palazzo Priuli all'Osmarin
Sulla Fondamenta dell’Osmarin, all’angolo con il rio che prende il nome dal vicino Ponte del Diavolo, Palazzo Priuli è una delle più belle case gotiche di Venezia: la fece costruire Giovanni Priuli, che qui morì nel 1456.
- Fondamenta San Severo
Nel cuore silenzioso di Castello, questa riva corre lungo il rio di San Severo tra due epoche della città: da una parte le facciate di alcuni dei più bei palazzi veneziani, dall’altra il ricordo di una chiesa scomparsa che dopo dieci secoli di vita finì abbattuta per fare posto a una prigione.
- Palazzo Zorzi-Bon
Sul rio di San Severo, a Castello, stretto tra il codussiano Palazzo Zorzi — oggi sede UNESCO — e il Palazzo Grimani di Santa Maria Formosa, sta il Palazzo Zorzi-Bon: architettura trecentesca ritoccata nel Rinascimento, che conserva ancora al piano nobile una pentafora archiacuta sormontata da una quadrifora, con i marmi colorati che fecero gridare Ruskin alla «casa del prosciutto».
- Palazzo Dolfin a San Lorenzo
Al numero 5123 di Calle Larga San Lorenzo, tra i palazzi degni di nota lungo la strada per San Lorenzo, si apre questa casa gotica del Quattrocento appartenuta a un ramo dei Dolfin.
- Ex Convento di San Giovanni Laterano (Istituto Tommaseo)
Uno dei conventi più sfortunati e più longevi di Venezia: fondato agli inizi del Cinquecento accanto a un antico oratorio dei canonici Lateranensi, il monastero di San Giovanni in Laterano — San Zuan Lateran, per i veneziani — fu incenerito da un fulmine nel 1573, risorse grazie a due monache sole, pagava il suo censo a Roma in libbre di zafferano e fu soppresso nel 1810.
- Palazzo Cappello a San Lorenzo
La facciata scura e cinquecentesca di Palazzo Cappello chiude in fondo il rio di San Lorenzo, a due passi da campo Santa Maria Formosa.
- Campo di San Lorenzo
Campo San Lorenzo è uno dei campi più ampi e silenziosi di Castello, dominato dall’enorme mole in nudo mattone della chiesa che gli dà il nome, con la facciata mai completata.
- Chiesa di San Lorenzo
Nel fondo dell’ampio campo domina l’enorme massa scura in mattoni della chiesa di San Lorenzo, riconoscibile per la sua facciata grezza che il rivestimento marmoreo non raggiunse mai. Qui sorgeva il monastero benedettino femminile più ricco e aristocratico di Venezia: la leggenda lo fa fondare dal doge Agnello Partecipazio nell’809, ma gli scavi hanno rivelato una chiesa già alla fine del VII secolo.
- Ponte de la Comenda
Il Ponte de la Comenda scavalca il rio di Sant’Antonin in Castello, tra la fondamenta di San Giorgio dei Schiavoni e quella dei Furlani, e immette in Calle dei Furlani proprio davanti alla Scuola Dalmata.
- Scuola di San Giorgio degli Schiavoni
Sulla silenziosa Fondamenta dei Furlani c’è un posto che sembra fermo nel tempo: la Scuola di San Giorgio degli Schiavoni, la confraternita dei dalmati di Venezia.
- Chiesa e Priorato di San Giovanni di Malta
In fondo a una calle cieca dietro la Scuola degli Schiavoni, un androne immette nel cortile silenzioso del Priorato di San Giovanni di Malta: qui, dove la calle dei Furlani conserva il nome dei friulani, i Templari prima e i Cavalieri di Malta dal 1312 ebbero la loro casa veneziana — chiesa, ospedale, chiostro e giardino.
- Calle dei Furlani
Dal Ponte de la Comenda verso il campo delle Gatte corre la calle che fu il quartiere dei friulani a Venezia.
- Riello
Un nome minuscolo per un rivo minuscolo: ’riello’ in veneziano è un canaletto, un rio dall’alveo così stretto da meritarsi il diminutivo, e questo lo era tanto da lasciare il nome a una calle, a un ponte e a due fondamenta.
- Campo delle Gatte
Questo piccolo campo all’estremo limite orientale di Castello, oltre San Francesco della Vigna, ha due nomi: sulle mappe è Campo Ugo Foscolo, ma per i veneziani resta Campo de le Gate.
- Ponte dei Scudi
Nel cuore quieto di Castello, tra la Celestia e San Francesco della Vigna, il Ponte dei Scudi scavalca il rio omonimo con la sua struttura di mattoni e pietre e le bande di ferro a croci oblique.
- Calle del Mandolin
Una calle di Castello, nel cuore della parrocchia di San Martino, tra la Calle dei Scudi e Campo dei Due Pozzi, a due passi dal rio dove si affaccia il Ponte degli Scudi col suo palazzo tardogotico.
- Campo Due Pozzi
Un nome che è una bugia gentile: nel campo dei Due Pozzi, in fondo a Castello verso San Martino, di pozzi oggi ce n’è uno solo.
- Calle Magno
Nel quartiere di Santa Ternita, al limite nord-est di Castello, una calle così stretta che quasi la si perde custodisce uno dei palazzi tardogotici più completi di Venezia: Casa Magno, la dimora tre-quattrocentesca di una famiglia patrizia arrivata — si dice — da Oderzo ai tempi delle invasioni.
- Calle Donà
All’estremo limite orientale di Castello, dove la città finisce nel verde dell’Arsenale, una calle porta il nome di un palazzo che non le appartiene più: Calle Donà, dal Palazzo Donà eretto originariamente dai Celsi — la famiglia patrizia che qui aveva case fin dal Duecento e che fondò, con i Sagredo, la chiesa di Santa Ternità.
- Ponte de la Scoazzera
Il Ponte de la Scoazzera scavalca il rio dei Scudi in un angolo silenzioso e fuori rotta del sestiere di Castello, fra Calle Donà e il Campo a fianco la Chiesa: ponte in pietra, con struttura in mattoni e pietre e bande in ferro a croci oblique.
- Campo Santa Trinità (Santa Ternita)
Un campo tranquillo di Castello, a due passi dall’Arsenale, dove la chiesa che gli dava il nome non c’è più. Qui sorgeva la Santissima Trinità — che i veneziani, come al solito, storpiarono in «Ternita» — fondata nell’XI secolo dalle famiglie Celsi e Sagredo e demolita nel 1832 dopo decenni di abbandono.
- Ponte del Cristo
Tra Campo Santa Marina e la Calle del Cristo, il Ponte del Cristo scavalca il rio di Santa Marina in una delle confluenze più pittoresche di Castello, dove tre canali si incontrano sotto un gruppo di palazzi antichi.
- Campo della Celestia
Campo della Celestia è una delle piazze più quiete e appartate di Castello, un grande spazio alberato che si apre sul margine nord dell’Arsenale.
- Ramo al Ponte e Ponte San Francesco
Il Ponte San Francesco — detto anche «del Nunzio» — scavalca il rio de San Francesco de la Vigna, in Castello, fra il Campiello de la Chiesa e il Ramo al Ponte: è l’ultimo passo prima dell’ingresso al grande campo di San Francesco della Vigna.
- Campo San Francesco della Vigna
All’estremo nordest di Castello, dove Venezia si fa quasi silenzio, si apre il campo che deve il nome alla vigna ancora coltivata dietro i muri del convento.
- Chiesa di San Francesco della Vigna
Nel silenzio del suo grande campo in Castello, San Francesco della Vigna è una delle maggiori architetture del Rinascimento veneziano: la eressero i frati Minori osservanti sulle vigne che Marco Ziani, figlio del doge Pietro, lasciò loro nel 1253, in un luogo che la tradizione voleva segnato dall’apparizione dell’angelo a san Marco - il «Pax tibi Marce» diventato il motto della Serenissima.
- Oratorio delle Sacre Stimmate
La costruzione secentesca che si affaccia su Campo San Francesco della Vigna — il campo che i veneziani chiamano ancora «della Confraternita» — è l’oratorio della Confraternita delle Santissime Stimmate sotto l’invocazione di San Pasquale Baylon, la scuola devozionale legata alla grande chiesa francescana accanto.
- Salizzada di Santa Giustina
A Venezia «salizzada» è un titolo d’onore: quando le calli erano terra battuta e in città ci si poteva ancora muovere a cavallo, le strade lastricate per prime erano le direttrici importanti.
- Palazzo Contarini della Porta di Ferro
La Salizzada di Santa Giustina è uno degli scorci urbanistici più veraci di Castello: sobrie residenze patrizie, alte mura di conventi e, all’angolo sul rio di San Francesco, la statua marmorea della Vergine col Putto attribuita a Giuseppe Torretto.
- Calle del Fontego
Una calle quieta del sestiere di Castello che corre dalla Salizada di Santa Giustina al ponte omonimo sul rio: il nome Fontego non ha niente a che vedere con il famoso Fondaco dei Tedeschi — qui, nel Settecento, c’era un fontico della farina, uno dei magazzini pubblici dove la Serenissima vendeva il pane a prezzo calmierato per i quartieri meno ricchi.
- Palazzo Morosini dalla Sbarra
Ai piedi del Ponte del Fontego, nel cuore di Castello, questo palazzo affaccia la sua facciata sul rio di Santa Giustina con la discrezione delle case che non hanno bisogno di farsi notare.
- Campo Santa Giustina
Un campo che sembra vuoto e invece racconta tutto: uno dei pochi rimasti dominati dall’acqua, con il rio di Santa Giustina a ovest e il rio di San Francesco della Vigna a sud — i canali che erano le vere strade di Venezia.
- Ex Chiesa di Santa Giustina
Sul campo che porta il suo nome, questa grande facciata barocca rivolta al rio è il guscio di una delle chiese più antiche di Venezia: non guarda il campo perché la chiesa doveva essere orientata a est. La leggenda la fa fondare da San Magno di Oderzo nel VII secolo, quando la martire padovana Giustina gli apparve in sogno.
- Calle Zon
Calle Zon, alle spalle di Campo Santa Giustina, porta il nome della famiglia che qui possiede gli stabili ancora oggi: i Zon, arrivati a Venezia da Perugia dove si chiamavano Boncambi — il nuovo cognome derivò da un ascendente Uguccione, corrotto in Cion e poi Zon. Le proprietà di Santa Giustina risalgono al 1400, quando Michiele Zon sposò Lucrezia Dandolo.
- Barbaria delle Tole
Fermati sotto il nizioleto bianco: Barbaria de le Tole.
- Palazzo Bragadin
Barbaria delle Tole deve il suo nome curioso ai grandi depositi di legnami destinati al traffico con le regioni dei Berberi — o, secondo un’altra spiegazione, al fatto che qui si ’toglievano le barbe’, cioè si lisciavano le tavole.
- Ospedaletto e Chiesa di Santa Maria dei Derelitti
Lungo la Barbaria delle Tole — la calle dove un tempo sbarcava il legname, le ’tole’, di un’industria che profumava di resina e di voci rade — la facciata dell’Ospedaletto si impone come una maschera barocca: giganti e mascheroni di pietra si torcono attorno al portale, firmati dalla fantasia strabordante di Baldassare Longhena e dei giganti di Giusto Le Court.
- Corte Muazzo
C’è una corte a Castello che nemmeno le mappe digitali segnalano: Corte Muazzo, nascosta dietro un buio sotoportego che si apre da Calle Muazzo, a due passi dalla trafficata Barbaria delle Tole eppure silenziosa come un chiostro.
- Calle e Ponte dell'Ospedaletto
Il Ponte dell’Ospedaletto, in pietra con bande di ferro a greche, scavalca il rio de San Giovanni Laterano unendo la Calle de l’Ospedaleto alla Fondamenta omonima, alle spalle dei Santi Giovanni e Paolo e a ridosso della Barbaria de le Tole.
- Calle e Ponte Tetta
Il Ponte Tetta scavalca il rio omonimo in Castello, fra Calle Tetta e la fondamenta, a due passi da San Giovanni Laterano.
- Calle Lunga Santa Maria Formosa
Una delle calli più lunghe di Castello riporta dalla Fondamenta Tetta verso Campo Santa Maria Formosa: una via di botteghe, librerie e piccoli cortili dove convivono due mondi — la Venezia medievale, che qui ha lasciato in un cortile interno una delle sue vere da pozzo più antiche, e la Venezia da cartolina, con la libreria più fotografata della città, quell’Acqua Alta dove i libri stanno in una gondola per sfuggire alle maree.
- Basilica di Santa Maria Formosa
Nel campo che porta il suo nome sorge una delle chiese più amate di Venezia, tanto che i veneziani la chiamano semplicemente “la Formosa”.
- Oratorio di Santa Maria Formosa
Tra la mole codussiana della chiesa e il campanile seicentesco si incastra un edificio basso e anonimo, quasi un tappo di muratura: è l’Oratorio di Santa Maria Formosa, al primo piano sopra la sacrestia.
- Palazzo Vitturi
Sul lato nord-est di Campo Santa Maria Formosa, al civico 5246, si alza l’edificio più antico della piazza: Palazzo Vitturi, costruito nella seconda metà del Duecento in pieno stile veneto-bizantino.
- Palazzo Donà a Santa Maria Formosa
Sul lato nord di Campo Santa Maria Formosa, uno dei campi più scenografici di Venezia, si allineano i tre Palazzi Donà: quello di destra, ai civici 6125-6126, è il più antico e il più interessante.
- Palazzo Priuli già Ruzzini
Chiude il lato nord di Campo Santa Maria Formosa, uno dei campi più scenografici di Venezia, e il suo prospetto classicheggiante si riconosce subito: tre ordini di lesene, marcapiani, balaustri e un grande abbaino centinato che proseguono la facciata sopra il tetto.
- Borgoloco Pompeo Molmenti
Piccolo campo raccolto tra campo Santa Marina e campo Santa Maria Formosa, nel sestiere di Castello: il toponimo ’borgoloco’ si trova a Venezia soltanto qui e presso San Lorenzo.
- Fondamenta del Dose
La Fondamenta del Dose corre lungo il rio di Santa Marina, nel sestiere di Castello, tra Campo Santa Marina e Santa Maria Formosa: un canale quieto, chiuso tra case alte e ponti di pietra.
- Calle del Paradiso
Pochi passi da San Lio si entra in un angolo di Venezia fermo al Medioevo: Calle del Paradiso, stretta e buia, con le case ancora coperte dai tetti di legno sporgenti sui barbacani — le travi aggettanti che allargavano le stanze senza rubare spazio al passaggio.
- Ponte dei Preti
Un ponte di pietra sul rio del Pestrin, a due passi dal Ponte del Paradiso, in una delle geografie più felici di Venezia: qui «preti» e «paradiso» si incontrano sullo stesso angolo d’acqua.
- Ponte delle Bande
Sul Rio del Mondo Novo, a due passi dalla facciata di Santa Maria Formosa, questo ponte di pietra e mattoni conserva nel nome l’eco di un’invenzione veneziana: le «bande», cioè i parapetti.
- Ponte della Guerra
Il Ponte de la Guerra scavalca il rio de San Zulian a un passo dalla Merceria, sul confine tra San Marco e Castello: un ponte in pietra con struttura in mattoni, bande in ferro a losanghe e, sui fianchi, tre stemmi dei Provveditori di Comun e due mascheroni per lato.
- Palazzo Papafava o Tasca
In fondo alla breve fondamenta oltre Ponte della Guerra — il ponte che deve il nome alle ’guerre’ di pugni tra le fazioni veneziane — si chiude un palazzo che è un collage di storie.
- Calle dei Segretari
Una calle che fa da abbraccio al fianco sud della chiesa di San Zulian, tra il campo e le Specchieri, e che porta il nome di un mestiere invisibile: i segretari.