Nel cuore quieto di Castello, tra la Celestia e San Francesco della Vigna, il Ponte dei Scudi scavalca il rio omonimo con la sua struttura di mattoni e pietre e le bande di ferro a croci oblique. Il nome non parla di armi: lo tramanda una famiglia «di Scudi», cittadini originari veneziani che in questa contrada — un tempo parrocchia di Santa Ternita — avevano le loro case già nel Cinquecento, come raccontano i documenti citati dal Tassini.