In fondo alla stretta Calle dell’Arco — che prende il nome da un arco che l’attraversa, segno antico che le case ai due lati avevano lo stesso proprietario — si intravede una delle facciate più antiche della città: una bifora di stile veneto-bizantino del Duecento e rivestimenti di marmi orientali. Il «detta Bon» viene da un inquilino illustre: nel 1712 e nel 1740 vi abitava il nobiluomo G. Bon, che pagava l’affitto al nobiluomo Marin Zorzi.