Un percorso a piedi con 84 tappe, da Piazza San Marco a Palazzo Agnusdio.
Le tappe
- Piazza San Marco
È l’unico spazio di Venezia chiamato «Piazza» — tutti gli altri sono campi — perché unica voleva essere anche nel nome.
- Procuratie di San Marco
Su tre lati di Piazza San Marco corre il ritmo continuo delle Procuratie, le dimore dei Procuratori di San Marco — la più alta magistratura della Repubblica dopo il Doge, nove uomini divisi in tre uffici: de supra, de citra e de ultra.
- Chiesa scomparsa di San Geminiano
Volta le spalle alla Basilica e guarda il lato corto della Piazza: l’Ala Napoleonica chiude oggi lo spazio dove per due secoli e mezzo sorse San Geminiano, la chiesa che Jacopo Sansovino completò nel 1557 e amò tanto da sceglierla come sua tomba.
- Frezzeria
Stretta e sempre affollata, la Frezzeria disegna una L tra la Fenice e Piazza San Marco: fino al 1863, prima che il Bacino Orseolo offrisse una via più diretta, era il collegamento più rapido tra Campo San Luca e la Piazza.
- Palazzo Molin alla Frezzeria
Al Ramo dei Fuseri, a pochi passi dalla stretta e vivace Frezzeria, Palazzo Molin — detto anche del Cuoridoro — ha due facce: sulla calle si apre una facciata moderna che porta un’epigrafe in ricordo del soggiorno di Wolfgang Goethe nel 1786, mentre il vero volto del palazzo, una bella facciata gotico-veneziana del Quattrocento, si affaccia sul rio dei Barcaroli e si ammira dal ponte omonimo.
- Ponte dei Fuseri
Un piccolo ponte di pietra tra San Marco e San Luca, sul rio omonimo: la calle che lo attraversa porta dalla Frezzeria a Campo San Luca, e poco prima un ramo stretto scende fino a toccare l’acqua.
- Campo San Luca
Se chiedi a un veneziano dov’è il centro di Venezia, molti ti risponderanno: qui. Campo San Luca è il crocevia naturale tra Piazza San Marco e Rialto, il salotto all’aperto dove da secoli la città si incontra, chiacchiera e passa.
- La Chiesa di San Luca
A metà strada fra San Marco e Rialto, affacciata sul rio che le dà l’acqua e sul campiello che le dà l’aria, San Luca è una delle parrocchie più antiche di Venezia: la vollero nell’XI secolo le famiglie Dandolo e Pizzamano, in forme veneto-bizantine a tre navate, in un punto strategico del commercio cittadino.
- Calle del Forner
Da Campo San Luca, il salotto commerciale di Venezia, si infilava questa calle verso la Corte del Teatro: «forner» in dialetto vuol dire fornaio, e qui un forno cuoceva il pane per il cuore della città.
- Teatro Goldoni
Dietro Campo San Luca, a due passi dal Rialto, un’insegna a mosaico annuncia il teatro più antico di Venezia — e il quarto più antico d’Italia fra quelli ancora in scena: il Teatro Carlo Goldoni, inaugurato nel 1622 come Teatro Vendramin di San Salvatore.
- Palazzo Farsetti e Loredan (Municipio)
Sulla Riva del Carbon, chiamata così dai navigli di carbone che qui si ormeggiavano, due palazzi veneto-bizantini del Duecento custodiscono da un secolo e mezzo il Municipio di Venezia.
- Fondamenta del Carbon
Tra Ca’ Farsetti e Palazzo Bembo, questa striscia di riva sul Canal Grande era il distributore di benzina della Venezia preindustriale: qui si ormeggiavano le zattere cariche di carbone e qui si faceva spaccio del combustibile che teneva accesi forni, cucine e fonderie.
- La Dimora gotica dei Dandolo e dell'Aretino
Sulla Fondamenta del Carbon, lungo il rio di San Luca e a due passi da Rialto, una casa gotica del Trecento con lo stemma dei Dandolo è la sentinella di un intero quartiere di famiglia: qui attorno, tra il rio e il Canal Grande, i Dandolo ebbero le loro case per secoli, fino alla caduta della Repubblica.
- Palazzo Dolfin Manin (Banca d'Italia)
Poco prima di Rialto, sul Canal Grande, il portico bianco di Palazzo Dolfin Manin è una delle facciate più severe e ammirate di Venezia: la disegnò Jacopo Sansovino tra il 1538 e il 1547 per i Dolfin, che vollero sostituire due case medievali con un palazzo «alla romana» costato trentamila ducati.
- Riva del Ferro
Oggi questa riva è una delle terrazze più frequentate del Canal Grande, tutta alberghi, tavolini e viste sul ponte di Rialto.
- Il Ponte di Rialto
Il Ponte di Rialto è il cuore geometrico e simbolico di Venezia: per secoli l’unico collegamento stabile fra le due sponde del Canal Grande, «citra et ultra canalem», nel punto dove la città era nata e commerciava.
- Ruga degli Orefici
La strada più commerciale di Venezia ha un nome che è un contratto: ruga, nel dialetto antico, è la via delle botteghe, e gli orefici — gli «oresi» — erano qui così padroni che nel 1331 il Maggior Consiglio li obbligò a lavorare e vendere oro solo nell’isola di Rialto, dove era anche più facile tenere a bada gli incendi dei loro crogiuoli.
- Ruga Vecchia San Giovanni
Alzati in punta di piedi e guarda il cielo: qui si restringe a un nastro azzurro, schiacciato da facciate che si sporgono piano piano una sull’altra.
- La Chiesa di San Giovanni Elemosinario
Nel fitto reticolo delle calli di Rialto, lungo la Ruga Vecchia — anticamente Ruga dei Oresi, degli orefici — si cela una delle chiese più antiche e preziose di Venezia: San Giovanni Elemosinario, detta ’San Zuane de Rialto’.
- Rughetta Ravano
Pochi metri di calle alle spalle del mercato di Rialto, e un nome che sa di bottega.
- La Chiesa di Sant'Aponal
Nel salottino tranquillo di Campo Sant’Aponal, a due passi da Rialto, la chiesa omonima racconta Venezia in controluce: fu fondata dai ravennati - le famiglie Sciavola e forse Rampana - intorno al 1034 e intitolata ad Apollinare, il santo protettore della loro città, che il dialetto strinse in «Aponal».
- Rio Terrà e Campiello dei Meloni
Sembra una semplice piazzetta interna di San Polo, a metà strada tra Campo Sant’Aponal e Campo San Polo.
- Calle e Ponte della Madonnetta
A metà strada tra il Rialto e Campo San Polo, il Ponte de la Madoneta scavalca il rio omonimo a due passi dal traghetto di Santa Sofia.
- Campo San Polo
Fermati in Campo San Polo e prenditi il tempo di attraversarlo con lo sguardo: è il campo più ampio di Venezia, secondo solo a piazza San Marco tra gli spazi aperti della città.
- Palazzo Dona in Campo San Polo
Al civico 2177 di Campo San Polo si riconosce Palazzo Donà, detto anche Donà Brusa, dimora rinascimentale dei primi del Cinquecento.
- Salizzada San Polo
Quando a Venezia le strade erano terra battuta, le poche vie lastricate si guadagnavano un nome d’onore: ’salizzada’, la selciata — selce prima, poi le lastre di trachite che i veneziani chiamano masegni.
- La Chiesa di San Polo e l'Oratorio del Crocifisso
La chiesa che dà il nome al sestiere è una delle più antiche di Venezia: secondo le cronache la volle il doge Pietro Tradonico nell’837 — anche se altri scrittori l’attribuivano ai Sievoli, e forse l’incertezza nasce proprio dal fatto che le famiglie se la contendono avendola solo riedificata.
- Palazzo Corner Mocenigo
Campo San Polo, il più vasto di Venezia dopo San Marco, è un salotto all’aperto dove si affacciano due facce della scultura cittadina: al civico 2177, il portale archiacuto di Palazzo Donà ornato di rilievi trecenteschi ad animali e motivi floreali — un bestiario di pietra; e sul lato opposto, al 2128, la robusta mole rinascimentale di Palazzo Corner Mocenigo, disegnata da Michele Sanmicheli con il prospetto monumentale sul rio che si ammira dal Ponte di San Polo.
- Calle dei Saoneri
Calle del sestiere di San Polo, tra la salizada di San Polo e il rio terà dei Nomboli, che insieme alla calle Seconda dei Saoneri prende il nome dai fabbricanti di sapone.
- La Casa di Carlo Goldoni a Palazzo Centani
A San Polo, tra il rio di San Tomà e Calle dei Nomboli, Palazzo Centani — Ca’ Centanni per i veneziani — è un intatto palazzo gotico del Quattrocento: cortile con vera da pozzo ornata di teste leonine, elegante scala scoperta in pietra d’Istria.
- Ponte San Tomà
Il Ponte San Tomà scavalca il rio omonimo nel sestiere di San Polo, tra la Fondamenta San Tomà e la Calle dei Nomboli: un ponte in pietra con struttura in mattoni e bande in ferro ad archi gotici.
- La Scuola dei Calegheri
In campo San Tomà, di fronte alla chiesa, una facciata di mattoni con un grande portale ad arco inflesso fu per tre secoli la casa dei calzolai di Venezia: la Scoletta dei Calegheri, sede dell’arte che riuniva chi faceva scarpe e stivali e chi ciabatte e zoccoli.
- La Chiesa di San Toma
L’intimo Campo San Tomà, con il pozzo in mezzo e i tavolini fuori, è un dialogo a distanza tra due facciate: quella classicheggiante della chiesa, rifatta nel Settecento dal Bognolo e coronata dal gruppo dell’Incredulità di San Tommaso del Cabianca, e di fronte quella gotica della Scoletta dei Calegheri, la casa dei calzolai.
- Calle del Campaniel detta Civran
Una calle con due nomi cuciti insieme: «del Campaniel», per il campanile di San Tomà che sorgeva al suo imbocco sul campo — e che oggi non c’è più: ne resta la base, coronata da una cella campanaria a vela — e «detta Civran», per il palazzo di quella famiglia che la chiude sul Canal Grande.
- Palazzo Balbi
All’altezza del gomito più spettacolare del Canal Grande, la celebre «Volta de Canal», dove l’acqua piega e ogni facciata diventa un palcoscenico, la massiccia mole di Palazzo Balbi sta accanto alla trina gotica di Ca’ Foscari.
- Fondamenta del Forner
Una delle riviere più quiete di San Polo: la Fondamenta del Forner corre lungo il rio della Frescada, a metà strada tra il Campo dei Frari e il bacino di San Tomà, e offre dalla sponda uno dei belvederi meno frequentati del sestiere.
- Campo dei Frari
Uno dei campi più ampi e silenziosi di Venezia, tutto intorno alla mole di mattoni della basilica dei Frari.
- La Basilica dei Frari
Nel cuore di San Polo, la Basilica di Santa Maria Gloriosa dei Frari si annuncia con una facciata di mattoni, un campanile severo e un interno capace di far sembrare piccola la città.
- L'Archivio di Stato di Venezia
Accanto alla Basilica dei Frari si apre un edificio che conserva la memoria scritta di Venezia: l’Archivio di Stato.
- Campo San Rocco
Dietro le absidi dei Frari, in quella che sembra la quinta di un teatro, si apre uno dei campi più scenografici di Venezia: da un lato le poderose absidi gotiche in mattoni nudi della basilica, dall’altro le bianche moli della chiesa e della Scuola Grande di San Rocco — la confraternita che raccolse le reliquie del santo protettore degli appestati e affidò a Tintoretto il ciclo di dipinti più famoso della città.
- La Chiesa di San Rocco
L’unica chiesa confraternale di Venezia pensata come sacrario del proprio santo: una prima chiesa a San Rocco era sorta in questo sito già nel 1478, poi abbattuta: quando nel 1489 la Scuola Grande ottenne dal Consiglio dei Dieci il permesso di tornare qui accanto ai Frari Minori, la ricostruì e la volle come sacrario del santo pellegrino protettore della peste, arrivato a Venezia nel 1485 e traslato qui nel marzo del 1490.
- La Scuola Grande di San Rocco
In campo San Rocco, accanto alla chiesa omonima, sta la sede della più ricca confraternita laica di Venezia: nata nel 1478 come scuola di ’battuti’ dedicata a san Rocco, il pellegrino taumaturgo invocato contro la peste, divenne Scuola Grande appena due anni dopo e nel 1485 accolse il corpo stesso del santo.
- Castelforte
Dietro la mole della Scuola Grande di San Rocco si apre Campo Castelforte, un incrocio di rii dove l’acqua disegna la piazza più che la pietra: di qui si gode una delle vedute architettoniche più insolite di Venezia, il fianco sconfinato della Scuola che si specchia nel canale.
- Calle Larga e Campiello delle Chiovere
Qui Venezia era una distesa d’erba e di legno.
- Calle dietro l'Archivio
Il nome è di un’onestà disarmante: questa calle corre dietro l’Archivio di Stato, cioè dietro la Cà Grande dei Frari, il convento immenso che da due secoli custodisce le carte della Repubblica.
- Calle Campazzo
Una calle di San Polo il cui nome è la fotografia di un paesaggio cancellato.
- Calle e Sottoportico della Lacca
Calle con sottoportico nel sestiere di San Polo, che dalla Ruga Vecchia porta al Campiello della Scuola e corre verso il complesso della Scuola Grande di San Giovanni Evangelista, a due passi dai Frari.
- Campiello della Scuola
Un cortile medievale sopravvissuto intatto nel cuore di San Polo: il Campiello della Scuola conserva la posizione e le dimensioni della corte da cui nacque, quando la Scuola Grande di San Giovanni Evangelista — la confraternita dei «battuti» fondata nel 1261 — si stabilì qui affittando le stanze di un ospizio dei Badoer, accanto alla chiesa di famiglia — e nel 1414, resa ricca dalla devozione alla sua reliquia della Croce, l’ospizio se lo comprò per intero.
- La Scuola Grande di San Giovanni Evangelista
Nel campiello chiuso dal setto marmoreo di Pietro Lombardo sta la più antica Scuola Grande di Venezia ancora in funzione: una confraternita laica di ’battuti’ fondata nel 1261 presso Sant’Aponal e trasferitasi qui nel Trecento, dove custodisce una reliquia della Vera Croce — donata nel 1369 da Filippo de Mézières, cancelliere dei regni di Gerusalemme e Cipro, che la consegnò inginocchiato e a capo scoperto dopo aver giurato sui Vangeli.
- Chiesa di San Giovanni Evangelista
Più che una chiesa, è l’oratorio di una delle confraternite più gloriose di Venezia: San Giovanni Evangelista, a due passi dai Frari, visse in comunanza di vita con la Scuola Grande omonima, custode dal 1369 di un frammento della Vera Croce.
- Calle dell'Olio o del Caffettier
Due nomi, due botteghe, nessuna sopravvissuta: questa calle di Santa Croce, che costeggia la Scuola Grande di San Giovanni Evangelista verso la Fondamenta de la Latte, si chiamava dell’Ogio e del Cafetier — deposito d’olio da una parte della memoria, bottega del caffè dall’altra.
- Fondamenta e Ponte della Latte
Il Ponte della Latte scavalca il rio di San Giovanni Evangelista e unisce la breve Fondamenta della Latte, nel sestiere di Santa Croce, alla Fondamenta di Rio Marin — dove anticamente correvano i confini della parrocchia di San Simeone Profeta.
- Fondamenta Rio Marin
Una delle due rive che costeggiano il Rio Marin — la sua linea retta ne tradisce l’origine artificiale — in parrocchia di San Simeone Profeta: i veneziani la chiamano anche «dei Garzotti» dai cardatori che qui lavoravano: sollevavano il pelo dei panni col «garzo», la testa spinosa del cardo, e tenevano su questa riva la loro scuola dedicata a San Nicolò, prima unita a quella dei cimadori e poi autonoma.
- Campiello e Calle del Cristo
Un campiello del sestiere di Santa Croce affacciato sull’acqua, nel punto esatto dove il Rio Marin — il canale scavato a mano per volere di un Marin Dandolo — finisce la sua corsa e prosegue come Rio de San Giacomo.
- Campiello delle Strope
Un cortiletto raccolto a due passi da Campo San Giacomo dall’Orio, nel cuore popolare di Santa Croce: case basse, il nizioleto che firma il muro e al centro una vera da pozzo in pietra d’Istria con una cornice ottagonale sorretta da otto volute di foglie, dove spicca il volto scolpito di un uomo barbuto; accanto gocciola la piccola fontana di ghisa a colonna, da cui i veneziani attingono ancora a getto continuo.
- Il Campiello dell'Anatomia e l'Asse di Rio Marin
Nel silenzio dietro campo San Giacomo dall’Orio si apre la Corte de l’Anatomia, detta anche Fiorenzuola: un nome che parla di cadaveri, scalpelli e di uno dei primi teatri anatomici d’Europa.
- Campo San Giacomo dell'Orio
Nella zona più antica di Santa Croce, Campo San Giacomo dall’Orio è la prova che Venezia sa ancora essere un quartiere: gli alberi — una rarità in una città di pietra — i bambini che giocano, i bacari con le sedie fuori.
- Il Campo e la Chiesa di San Giacomo dall'Orio
Sul campo omonimo, nel cuore di Santa Croce, sorge una delle chiese più antiche della città: le cronache la fondano nel IX secolo, tanto antica da dipendere un tempo dal patriarcato di Grado, prima che la diocesi fosse incorporata in quella di Venezia.
- Calle del Tintor
Prosecuzione della Salizada di San Stae, questa calle corre da Campo San Stae al Ponte del Parruchetta — esattamente sul confine tra Santa Croce e San Polo.
- Ponte del Parrucchietta
Sul Rio di San Giacomo dall’Orio, dove la Calle del Tentor di Santa Croce incontra il Rio Terà Primo di San Polo, passa un ponte di mattoni e pietre con le bande di ferro a rotondi e volute e, al centro dell’arco, le tracce di un leone marciano scalpellato.
- Il Campanile Invisibile di San Boldo
In Campo San Boldo c’è un campanile che non suona e quasi non sembra un campanile: una torre gotica senza cima, tagliata all’altezza delle case e trasformata in una parete d’abitazione.
- Campo Sant'Agostino
Campo Sant’Agostin è un campo senza chiesa: quella che gli dava il nome — una delle più antiche di Venezia — è stata abbattuta nel 1873 e al suo posto oggi ci sono case popolari.
- Ponte Donà
Il Ponte Donà è un piccolo ponte in mattoni che scavalca il rio di Sant’Agostin a un passo da Campo Sant’Agostino, nel cuore di San Polo: pietra e mattoni, bande di ferro a ovali simmetrici, e al centro dell’arco le tracce di un leone marciano scalpellato.
- Rio Terrà Secondo
Proseguimento del Rio Terrà Primo tra San Giacomo dall’Orio e Sant’Agostin, questa strada larga e tranquilla occupa il letto del rio del Calice — il tratto finale del rio de la Pergola, che sboccava nel rio del Parucheta sotto un ponte omonimo di cui non resta traccia — interrato nel 1806, nella stagione napoleonica in cui Venezia si ’modernizzava’ coprendo i canali minori.
- Calle del Scaleter
Una calle di San Polo, nel reticolo tra Campo Sant’Agostin e San Polo, dove il nome ricorda un mestiere goloso: lo scaleter era il ciambellajo, il pasticcere.
- Ponte Bernardo
Il ponte de Ca’ Bernardo scavalca il rio di San Polo a due passi dalle absidi dei Frari, nel cuore di un’isoletta che conserva perfino il suo antico nome: San Boldo.
- Palazzo Bernardo e la sua Scala Gotica
All’incrocio dei rii di San Polo, Sant’Agostin e delle Do Torre, la grande mole archiacuta di Ca’ Bernardo sovrasta il ponte che porta il suo nome, tra la Calle del Scaleter e la zona di Sant’Agostino.
- Ponte del Forner
Una semplice passerella in ferro — struttura piana con gradini di pietra e bande a volute — gettata sul rio de San Boldo per agevolare il passaggio tra Santa Croce e San Polo — il rio qui segna proprio il confine tra i due sestieri —: il Ponte del Forner unisce la Calle Longa di Santa Maria Mater Domini alla Calle del Cristo, e i suoi gradini s’insinuano nelle due calli che vi conducono.
- Calle dell'Agnello
Nessun agnello pascola da queste parti: il nome viene dalla famiglia Dalla Agnella, mercanti di biade arrivati dalla Trevisana, che qui a Santa Maria Mater Domini avevano il loro palazzo affacciato sul rio delle Due Torri.
- Il Ponte delle Tette
Sul rio di San Cassiano, nel cuore di San Polo, il Ponte delle Tette custodisce il nome più audace di Venezia: il ponte del quartiere delle Carampane, dove per secoli la Serenissima concentrò le case del meretricio regolamentato.
- Calle Rio Terrà Rampani
Qui cammini sopra un canale.
- Palazzo Albrizzi
Fra il Ponte delle Tette e il campiello omonimo si affaccia Palazzo Albrizzi, una delle case patrizie meglio conservate di Venezia — e ancora oggi abitata dai discendenti della famiglia.
- Calle e Fondamenta del Banco Salviati
Una riva e un sotoportego che portano ancora il nome di una banca fiorentina sparita da quattro secoli: qui, tra il rio di Sant’Aponal e quello delle Beccarie — che nel Duecento si chiamava Magadesso, dalla famiglia Magadesia, e nel Trecento rio di Cà Bellegno — i Salviati, ricchissimi banchieri toscani, avevano case e uffici.
- Ponte Storto
Un ponte che non sta dritto perché a Venezia niente sta dritto: il Ponte Storto scavalca in diagonale il rio de San Aponal, unendo due calli che si fronteggiano senza allinearsi.
- Calle dei Sbianchesini
Nel cuore di San Polo, tra Campo Sant’Aponal e Campo San Silvestro, corre una calle stretta e doppiamente coperta dai sottoportici: la Calle dei Sbianchesini.
- Campo San Silvestro
A due passi dal mercato di Rialto c’è un campo che sembra uscito da un’altra epoca: Campo San Silvestro, largo, lastricato, con una bella vera da pozzo al centro e un’atmosfera di paese dentro la città più mercantile del mondo.
- Chiesa di San Silvestro
A due passi dal trambusto di Rialto, sul piccolo campo omonimo, la chiesa di San Silvestro si presenta come una quieta parrocchiale neoclassica, ma basta guardarla da fuori per cogliere un orientamento insolito: la facciata che oggi guarda il rio terà un tempo era l’abside, mentre l’ingresso principale si apriva sul Canal Grande.
- Rio Terrà San Silvestro
Il Rio Terà San Silvestro è una delle strade più larghe e animate del Rialto.
- Fondamenta del Vin
La riva più «ubriaca» del Canal Grande: qui, a San Silvestro sulla sponda di San Polo, le barche cariche di vino avevano stazio — e continuavano ad averlo ancora ai tempi del Tassini.
- Calle Larga Giacomo Mazzini
Ampia via commerciale del sestiere di San Marco, tra campo San Salvador e la riva del Ferro, a due passi dal ponte di Rialto e dai suoi imbarcaderi.
- Campo San Salvatore
In fondo alle Mercerie, a un passo da Rialto, il Campo San Salvador è uno dei pochi luoghi di Venezia dove si legge a cielo aperto il Risorgimento.
- La Chiesa di San Zan Degola
Nel silenzioso Campo San Zan Degolà, a ridosso del Fondaco dei Turchi, si nasconde una delle chiese più antiche e intatte di Venezia: San Giovanni Decollato — «San Zuan di Golao» nei documenti antichi, storpiato poi in «San Zan Degolà».
- Palazzo Corner della Regina
Sulla sponda di Santa Croce, un passo prima di Ca’ Pesaro, il Palazzo Corner della Regina è una mole bianca e teatrale che si impone sul Canal Grande come un fondale scenico.
- Palazzo Agnusdio
Sul rio di Ca’ Pesaro, a due passi da San Stae, si affaccia uno dei palazzi più enigmatici di Venezia: Palazzo Agnusdio, detto anche ’dei Quattro Evangelisti’.