Dietro le absidi dei Frari, in quella che sembra la quinta di un teatro, si apre uno dei campi più scenografici di Venezia: da un lato le poderose absidi gotiche in mattoni nudi della basilica, dall’altro le bianche moli della chiesa e della Scuola Grande di San Rocco — la confraternita che raccolse le reliquie del santo protettore degli appestati e affidò a Tintoretto il ciclo di dipinti più famoso della città.