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Itinerario 6 · a piedi

Cannaregio: Strada Nova, Ca’ d’Oro e gli Scalzi

Un percorso a piedi con 80 tappe, da Piazza San Marco a Chiesa del Nome di Gesù a Santa Chiara.

Le tappe

  1. Piazza San Marco

    È l’unico spazio di Venezia chiamato «Piazza» — tutti gli altri sono campi — perché unica voleva essere anche nel nome.

  2. Merceria dell'Orologio

    L’ultimo tratto della Marzaria — la spina commerciale che unisce Rialto a San Marco — è la Merceria dell’Orologio: parte sotto l’arco della Torre dell’Orologio, porta monumentale della piazza, e muore in Campo San Zulian.

  3. Torre dell'Orologio di Venezia

    Nel 1493 il Senato della Serenissima decise che Venezia meritava un orologio nuovo: quello vecchio, in una nicchia della Basilica, non aveva nemmeno il quadrante e le ore si sentivano solo a orecchio, con i rintocchi di campana.

  4. Merceria San Zulian

    La Merceria di San Giuliano — Marzaria San Zulian — è il tratto centrale fra Campo San Zulian e il Ponte dei Bareteri: un rettilineo senza calle laterali, con una fila ininterrotta di vetrine.

  5. Casino Venier

    Al civico 4939 delle Mercerie, dietro il Ponte dei Baretteri, una porticina anonima sopra il Sotoportico delle Acque nasconde uno dei gioielli meglio conservati della Venezia del Settecento: il Casino Venier, il ridotto privato del procuratore Federico Venier, affidato alla moglie Elena Priuli, nobildonna colta e raffinata.

  6. Mercerie di Venezia

    Le Mercerie — la ’Marzaria’ dei veneziani — sono la via più animata e tipica della città: per secoli furono la strada più rapida che univa San Marco a Rialto, i due centri vitali della Serenissima, divisa in tre tronconi: dell’Orologio, di San Giuliano e di San Salvatore.

  7. Marzarieta 2 Aprile

    Tra Campo San Bartolomeo e Campo San Salvador scorre il primo tratto delle Mercerie, che oggi i nizioleti chiamano Marzarieta 2 Aprile e che, come la vicina Calle Larga XXII Marzo, porta una data al posto di un santo: il 2 aprile 1849, il giorno in cui Daniele Manin fece gridare alla città assediata la «resistenza ad ogni costo» contro gli austriaci.

  8. Campo San Bartolomeo

    Questo è il cuore commerciale di Venezia, il punto dove si incrociano tutte le strade che contano: le Mercerie verso San Marco, il Ponte di Rialto, il Fondaco dei Tedeschi, la Strada Nova.

  9. Ponte dell'Olio

    Il Ponte de l’Olio scavalca il rio del Fontego dei Tedeschi unendo la salizada San Giovanni Grisostomo alla salizada del Fontego, sul confine tra San Marco e Cannaregio.

  10. Chiesa di San Giovanni Crisostomo

    A pochi passi da Rialto, nel piccolo campo che si apre fra la Strada Nova e San Bortolomio, San Giovanni Crisostomo è un gioiello compatto del Rinascimento veneziano: sorta nel 1080 come Santa Cecilia e distrutta nel grande incendio del 1475 - lo stesso che bruciò la casa dei Polo nella vicina Corte del Milion - fu rifatta dal 1495 su progetto di Mauro Codussi — e il nuovo titolo le venne da una rara reliquia di Giovanni Crisostomo, il patriarca di Costantinopoli detto «bocca d’oro» per la sua oratoria, giunta in laguna dall’Oriente — sua ultima opera, completata dal figlio Domenico verso il 1525.

  11. Ponte San Giovanni Crisostomo

    Un ponte di pietra dagli scalini larghi e dal parapetto di ferro, sul rio di San Giovanni Crisostomo, tra il campo omonimo e un campiello intitolato a Flaminio Corner — lo storico settecentesco delle chiese veneziane, autore delle monumentali Ecclesiae Venetae.

  12. Campiello Flaminio Corner

    Una piazzetta di Cannaregio che non è nata da un campo antico: il Campiello Flaminio Corner fu aperto nel 1863 demolendo un blocco di case, dentro il cantiere lungo mezzo secolo che ha scavato Strada Nova, la direttrice che oggi collega la stazione a Rialto.

  13. Calle Dolfin

    Un cognome diventato indirizzo: la Calle Dolfin collega Campo dei Santi Apostoli al dedalo di sotoporteghi verso San Giovanni Crisostomo — quelli del Magazen e del Falier, nomi che si usano ancora — e prende il nome dai Dolfin, una delle famiglie più antiche del patriziato, che qui avevano casa.

  14. Campiello Riccardo Selvatico

    Uno sfiatatoio di Strada Nova, tra San Bortolomio e i Santi Apostoli: poche case, una manciata di civici, i tavolini dei locali di street food e un nome che quasi nessuno sa decifrare.

  15. Palazzo Falier

    Sul rio dei Santi Apostoli, sopra il sottoportico che ne segue la riva, si alza una delle case più antiche di Venezia: Palazzo Falier, eretto in forma primitiva già nell’XI secolo e ricostruito nel 1105 dopo un incendio.

  16. Campo Santi Apostoli

    Il largo campo che apre la Strada Nova, il gran rettifilo ottocentesco che taglia Cannaregio: una delle piazze più vissute e meno guardate di Venezia, con la sua vera da pozzo al centro e la chiesa dei Santi Apostoli a dominare il lato nord.

  17. Chiesa dei Santi Apostoli

    All’inizio della Strada Nova, su uno dei campi più vitali e frequentati di Venezia, sorge una chiesa fra le più antiche della città.

  18. Strada Nova

    A Venezia esiste un’anomalia: una strada larga dieci metri, quasi dritta, affollata a ogni ora, che taglia Cannaregio dalla stazione di Santa Lucia fino a Rialto.

  19. Chiesa dell'Angelo Custode

    All’inizio di Strada Nova, in Campo Santi Apostoli, la sobria facciata in pietra d’Istria della Scuola dell’Angelo Custode nasconde una doppia storia: la confraternita del Suffragio dell’Angelo, nata nel 1577, ottenne il terreno sul rio e nel 1713 si fece alzare la sede su progetto di Andrea Tirali; due secoli dopo l’edificio fu comprato dai mercanti del vicino Fondaco dei Tedeschi e dal 27 maggio 1813 ospita la chiesa evangelica luterana di Venezia, la comunità protestante più antica d’Italia.

  20. Palazzo Michiel dalle Colonne

    Sul Canal Grande, di fronte alla Pescheria di Rialto, Palazzo Michiel dalle Colonne custodisce otto secoli di storia veneziana: nato nel Duecento come dimora veneto-bizantina dei Grimani, conserva il porticato trecentesco che gli diede il nome, mentre la facciata barocca con serliane e busti in pietra è opera di Antonio Gaspari, terminata nel 1697 per gli Zen. Ospitò l’ultimo duca di Mantova in esilio e sovrani di passaggio; nelle sue stanze si ammirava una pinacoteca celebratissima — dal Bonifazio al Parmigianino, da Gherardo dalle Notti allo Schiavone — un magnifico tavolo di mosaico fiorentino intarsiato in pietre dure e madreperla e perfino l’armadio coi paramenti del beato Gregorio Barbarigo.

  21. Campo Santa Sofia

    Campo Santa Sofia è uno dei pochissimi campi di Venezia che si affacciano direttamente sul Canal Grande: una riva aperta sull’acqua proprio di fronte al mercato di Rialto, nel punto in cui la frenetica Strada Nova incontra il canale.

  22. Palazzo Sagredo

    Di fronte a Ca’ d’Oro, in corrispondenza di Campo Santa Sofia, Palazzo Sagredo — oggi Ca’ Sagredo, già dei Morosini e comprato dai Sagredo ai primi del Cinquecento: la casata che alla Repubblica diede anche un doge, Nicolò — conserva sul Canal Grande una delle più ricche facciate gotiche superstiti: fine del Trecento, con un ampio finestrato centrale e tracce di un’ancora più antica fabbrica veneto-bizantina del Duecento.

  23. Chiesetta di Santa Sofia

    Incastonata e quasi interamente inghiottita dalle case lungo la Strada Nova, la chiesetta di Santa Sofia è una delle più antiche di Venezia: la vollero la famiglia Gussoni e Giorgio Tribuno — per le cronache antiche esisteva già dall’886 — e un documento la ricorda nel 1020.

  24. Ca' d'Oro e Galleria Giorgio Franchetti

    Sul Canal Grande la Ca’ d’Oro sembra un merletto scolpito nella pietra.

  25. Ponte Nuovo di San Felice

    Un ponte di pietra e mattoni sul rio di San Felice, tra il capo della parrocchia e Strada Nova — ed è davvero «nuovo»: fu eretto nel 1872, quando si tracciò la Via Vittorio Emanuele, l’odierna Strada Nova.

  26. Ponte Nicolò Pasqualigo

    Il Ponte Nicolò Pasqualigo, in pietra con bande in ferro a svolazzi, scavalca il rio de Noal a Santa Fosca: l’acqua scende dal Canal Grande fra il Palazzetto Da Lezze e il Palazzo Gussoni Grimani, passa sotto le campate e costeggia la Fondamenta de la Stua fino alla riva monumentale di Palazzo Donà Giovanelli, in un tratto di Cannaregio ancora tutto facciate patrizie sull’acqua.

  27. Palazzo Donà Giovannelli

    All’incrocio di due canali in Cannaregio, il rio di Noale e il rio di Santa Fosca, sorge uno dei più grandi palazzi tardo-gotici di Venezia: costruito alla fine del Quattrocento — e giudicato così simile a Palazzo Ducale da essere attribuito allo stesso architetto, forse il Calendario, forse il Basegio — fu donato nel 1538 al duca di Urbino, passò poi ai Donà e, per debiti, ai Giovannelli.

  28. Farmacia Ponci

    Sulla Strada Nova, verso Santa Fosca, una vetrina custodisce il più antico ambiente di farmacia rimasto a Venezia: la spezieria all’Ercole d’Oro, aperta già nel Seicento e famosa in tutta la città per le sue Pillole di Santa Fosca, dette ’del Piovan’, rimaste in commercio per quasi tre secoli.

  29. Campiello della Chiesa

    Dietro l’abside della chiesa di Santa Fosca — sotto la quale scorre, arrivando dal Canal Grande, il rio del Santissimo — si nasconde un campiello che il nome racconta da solo: Campiello della Chiesa.

  30. Palazzo Vendramin (Santa Fosca)

    Dal Campiello della Chiesa di Santa Fosca, guardando oltre il rio, si vede la facciata di Palazzo Vendramin: mattoni a vista e pietra, della Rinascenza tra Quattro e Cinquecento, con un bel portale di mezzo che si specchia nell’acqua.

  31. Palazzo Correr

    Ai numeri 2214-2217 di Strada Nova, dove la grande arteria pedonale incontra l’asse per Campo Santa Fosca, questo palazzo dei Correr è una lettura a due tempi: la prima parte conserva il nucleo quattrocentesco in stile archiacuto veneziano, con il caratteristico tetto spiovente che a Venezia è quasi una rarità — i palazzi qui di solito si nascondono dietro cornici e altane — mentre la facciata fu completata nel Settecento, quando i Correr — proprietari solo da inizio secolo — la rimisero in forma.

  32. Chiesa di Santa Fosca

    Una delle chiese più antiche di Venezia, nata forse nel X secolo sul culto di una martire arrivata da Sabrata, in Tripolitania, via Torcello.

  33. Monumento a Fra Paolo Sarpi

    Nel cuore della Strada Nova, Campo Santa Fosca è un crocevia dove la Venezia di oggi incontra quella delle leggende: al centro svetta il bronzo di Fra Paolo Sarpi, il frate-scienziato che sfidò il papa; a un lato si allinea la chiesa settecentesca con il suo campanile gotico; e a due passi corre il Ponte di Santa Fosca, un tempo detto ’della Guerra’, dove quattro impronte di pietra bianca sul ripiano segnavano le posizioni di partenza dei contendenti nella Guerra dei Pugni tra Castellani e Nicolotti.

  34. Ponte di Santa Fosca

    Il Ponte di Santa Fosca scavalca l’omonimo rio in Cannaregio, fra la fondamenta Diedo e il campo della chiesa, sul filo di Strada Nova.

  35. Palazzo Diedo

    Su Fondamenta Diedo, a due passi dal Ponte di Santa Fosca dove un tempo si combattevano le guerre di pugni tra le fazioni di Venezia, Palazzo Diedo è un’elegante costruzione classicheggiante del primo Settecento, attribuita ad Andrea Tirali.

  36. Fondamenta Daniele Canal

    Una fondamenta tranquilla lungo il rio dei Servi, con parapetto di ferro su pilastri di pietra e tre rive: deve il nome non a un doge né a un ammiraglio, ma a un prete — monsignor Daniele Canal, che sull’isola della grande chiesa distrutta dei Servi di Maria costruì uno degli istituti di carità più originali dell’Ottocento veneziano.

  37. Rovine dei Servi

    Lungo la Fondamenta Daniele Canal, sul rio dei Servi, affiorano frammenti di gotico: archi, portali e muri della grande chiesa di Santa Maria dei Servi — i Servi di Maria arrivarono a Venezia nel 1316 e, con l’aiuto del laico Giovanni d’Avanzo, posarono la prima pietra il 24 marzo 1318; il tempio fu consacrato nel 1491.

  38. Fondamenta Grimani

    Pochi passi d’acqua e di pietra, ma un nome che pesa: questa fondamenta sul rio del Grimani, tra Ponte Diedo e Ponte Moro, è l’unica memoria toponomastica di un palazzo che non c’è più — la casa dei Grimani dai Servi, con la facciata dipinta dal Giorgione, distrutta nell’Ottocento.

  39. Ponte Moro

    Il Ponte Moro scavalca il riello dei Servi presso campo San Marziale, in Cannaregio, un passo da Palazzo Diedo.

  40. Chiesa di San Marziale

    Nel quieto campo di San Marziale, lungo la fondamenta della Misericordia a Cannaregio, si affaccia una chiesa antichissima dal profilo dimesso: fondata secondo la tradizione su un terreno già occupato da uno squero — l’Iconografia del Paganuzzi la data addirittura al 983, a spese dei Bocchi — e rifatta dalla stessa famiglia nel 1133, quando divenne parrocchiale, era una basilica a tre navate come la ritrae la mappa del De Barbari.

  41. Ponte Zancani

    Il Ponte Zancani, in pietra con bande di mattoni, scavalca il rio del Trapolin fra Calle Zancani e Campo San Marziale, in Cannaregio, in un labirinto di calli strette fra Strada Nova e la Fondamenta della Misericordia.

  42. Campo della Maddalena

    Fermati nel Campo della Maddalena e guarda come cambia il paesaggio della città a pochi passi dalla Strada Nova.

  43. Chiesa della Maddalena

    Un cerchio perfetto piantato in mezzo a Cannaregio: la Maddalena è l’unica chiesa veneziana a pianta circolare insieme a San Simeon Piccolo — e non a caso, perché il suo architetto Tommaso Temanza era nipote e allievo dello Scalfarotto che disegnò l’altra.

  44. Portale di Palazzo Magno

    In fondo al Campo della Maddalena, uno dei più caratteristici di Cannaregio, si apre un portale ad arco acuto che è tutto ciò che si vede da qui di Palazzo Magno, dimora quattrocentesca di una delle famiglie più antiche del patriziato veneziano: i Magno si dicevano venuti da Oderzo già nel 598 — o nel 905 —, produssero tribuni, un vescovo di Equilio nel 1306 e il cronista Stefano Magno, che in questa casa raccolse un museo celebre, con il codice di Fra Giocondo e una serie di medaglie degli antichi imperatori — secondo alcuni furono i Magno a fabbricare nel 912 la chiesa di San Vito, e la casata si spense solo nel 1852.

  45. Rio Terrà della Maddalena

    Cammini su una delle arterie più battute di Cannaregio, tra botteghe e voci di mercato.

  46. Palazzo Donà dalle Rose

    Sulla Rio Terrà della Maddalena — forse la prima strada veneziana nata dall’interramento di un canale, già nel 1398 — sorge al civico 2343 il secentesco Palazzo Donà dalle Rose, dimora di un ramo della famiglia patrizia che diede alla Serenissima tre dogi — Francesco, Leonardo e Nicolò, tutti in un secolo, tra il 1545 e il 1618.

  47. Palazzo Contin

    Su Rio Terà della Maddalena, nel cuore operaio di Cannaregio, Palazzo Contin è un grande palazzo tardogotico del Quattrocento, con facciate archiacute ben conservate e un interno rimaneggiato nei secoli.

  48. Corte del Volto Santo

    Lungo il Rio Terà della Maddalena, poco prima del campo, un arco con un piccolo rilievo in pietra apre la Corte del Volto Santo: uno di quei cortili dove una comunità intera ha lasciato la firma.

  49. Palazzo Loredan-Vendramin-Calergi

    Sulla sponda destra del Canal Grande, Palazzo Loredan-Vendramin-Calergi è l’epilogo trionfale del Rinascimento veneziano: commissionato da Andrea Loredan a Mauro Codussi e completato nel 1509 dalla bottega dei Lombardo, con la facciata tutta rivestita di pietra e le bifore divise da colonne.

  50. Campiello dell'Anconetta

    Siete nel Campiello dell’Anconeta, un’improvvisa apertura nella fitta trama commerciale della Strada Nuova, la grande via che dalla stazione di Santa Lucia corre verso Rialto.

  51. Rio Terrà San Leonardo

    La strada più allegra e mercantile di Cannaregio — bancarelle, fruttivendoli, la pescaria — è in realtà un canale interrato.

  52. Ex Chiesa di San Leonardo

    Sul vivace Rio Terrà San Leonardo, arteria popolare di Cannaregio, si incontra la facciata sobria dell’ex chiesa di San Leonardo: una delle parrocchiali più antiche della città, citata già nel 1089 e fondata secondo la tradizione nel 1025.

  53. Ponte delle Guglie

    Il Ponte delle Guglie, il ’Ponte di Cannaregio’ dei veneziani, scavalca il Canale di Cannaregio — il più largo dei canali che uniscono il Canal Grande alla laguna, un tempo distesa di canneti che diede nome a tutto il sestiere — ed è il primo ponte storico che incontra chi arriva dalla stazione verso la Strada Nova e Rialto.

  54. Canale di Cannaregio

    Dopo il Canal Grande, il Canale di Cannaregio è la via d’acqua più spaziosa e importante di Venezia: ottocento metri che collegano il Canal Grande alla laguna nord, tagliando il sestiere tra la fondamenta di San Giobbe e la fondamenta di Cannaregio.

  55. Fondamenta di Cannaregio

    La fondamenta che dà il nome — o meglio, che dal sestiere lo riceve — corre lungo il Canale di Cannaregio, la «seconda» via d’acqua della città, dal Ponte delle Guglie fino al Ghetto.

  56. Palazzo Nani

    Al civico 1105 della Fondamenta di Cannaregio, poco oltre il Ponte delle Guglie, Palazzo Nani è una dimora del Cinquecento rimaneggiata negli anni Ottanta del secolo su progetto di Alessandro Vittoria, autore della celebre decorazione a stucchi del portego.

  57. Palazzo Surian Bellotto

    È una delle facciate più grandiose del canale di Cannaregio: quattro piani tutti in pietra viva che svettano sulle palazzine vicine, ai civici 967-975 della fondamenta.

  58. Palazzotto dei Valier

    Poco oltre il Ponte dei Tre Archi, ai numeri 928-938 della Fondamenta di Cannaregio, una bassa costruzione di semplice architettura cinquecentesca è quanto resta del pittoresco Palazzotto dei Valier.

  59. Palazzo Roma

    Al numero 923 della Fondamenta di Cannaregio, a pochi passi dal Ponte dei Tre Archi, l’unico ponte di Venezia con tre arcate, si affaccia sul canale il fronte semplice di Palazzo Roma: una costruzione rinascimentale del Cinquecento, inserita nel fronte continuo di case che corre lungo il canale più largo del sestiere.

  60. Chiesa di Santa Maria delle Penitenti

    All’estremità della fondamenta di Cannaregio, di fronte a San Giobbe, la chiesa di Santa Maria delle Penitenti è rimasta com’era quando i soldi finirono: nuda, elegante lo stesso, opera di Giorgio Massari.

  61. Ponte dei Tre Archi

    Nel cuore di Cannaregio, dove il canale omonimo si allarga verso la laguna, il Ponte dei Tre Archi mette in scena una forma che a Venezia era comune e che oggi sopravvive solo qui: tre arcate — due piccole laterali e una grande centrale — in laterizio e pietra d’Istria — e quindici stemmi dei Provveditori de Comun incisi sopra gli archi minori.

  62. Ponte de la Saponela

    Il Ponte de la Saponela scavalca il rio di San Giobbe nel cuore della fondamenta omonima, un passo dal Ponte dei Tre Archi di Andrea Tirali (1688).

  63. Fondamenta San Giobbe

    La riva che accompagna il Canale di Cannaregio nel suo tratto finale, verso la laguna aperta, prende il nome dalla vicina chiesa — nata secoli fa da un ospizio per i poveri, come racconta la scheda del campo qui accanto.

  64. Campo San Giobbe

    Campo San Giobbe è un angolo solitario all’estremo nord di Cannaregio, a due passi dal ponte Tre Archi e dalla laguna aperta.

  65. Chiesa di San Giobbe

    Nell’estremo lembo occidentale di Cannaregio, sul campo che i veneziani chiamano di Sant’Agiopo, la chiesa di San Giobbe è uno dei monumenti insigni del Rinascimento veneziano: nacque come oratorio nel 1378 accanto all’ospizio per i poveri voluto da Giovanni Contarini — autorizzato dal papa nel 1390 e tenuto dopo la sua morte dalla figlia Lucia, che vi accolse gli Osservanti — crebbe dopo la predicazione di San Bernardino da Siena — che nell’ospizio aveva conosciuto, quando era ancora senatore, il futuro doge Cristoforo Moro: fu lui a donare i diecimila ducati d’oro con cui dal 1450 la chiesa fu ricostruita, e qui volle essere sepolto.

  66. Palazzo Testa

    Sulla Fondamenta San Giobbe, dove il canale di Cannaregio si allarga verso nord, questo piccolo palazzo archiacuto del Quattrocento è un gioiello in miniatura: due soli piani con mezzanino, ma un piano nobile fitto di aperture trilobate racchiuse in squadrature di marmo, e al centro una quadrifora con balcone che è un piccolo trattato di scultura veneziana — mensole con protomi leonine, balaustrata a colonnine, due marzocchi sugli spigoli e tre pigne sui piedritti, mentre quattro gocciolatoi con piccole teste di donna sporgono sotto i davanzali del mezzanino.

  67. Palazzo Savorgnan

    Fermati sulla riva del Canale di Cannaregio: la grande mole bianca che si specchia nell’acqua, a fianco del più raccolto Palazzo Venier Manfrin, è Palazzo Savorgnan — uno dei palazzi più vasti del sestiere.

  68. Palazzo Venier

    Sulla Fondamenta Venier, a sinistra della colossale mole di Palazzo Savorgnan, si allunga una facciata di pietra d’Istria così pulita e squadrata da sembrare quasi moderna: è Palazzo Venier-Manfrin, già dei Priuli, ricostruito tra il 1734 e il 1737 su progetto di Andrea Tirali.

  69. Palazzo Labia

    All’imbocco del Canale di Cannaregio, accanto alla chiesa di San Geremia, la colossale mole barocca di Palazzo Labia — l’ultimo dei grandi palazzi costruiti a Venezia — è il vertice dell’ostentazione settecentesca: la casa che una famiglia catalana di ricchissimi mercanti — cittadini benemeriti da due secoli, ammessi al patriziato nel 1646 con trecentomila ducati offerti per la guerra di Candia — costruì per dimostrare di essere arrivata.

  70. Campo San Geremia

    Il primo campo che incontra chi arriva a Venezia dalla stazione — e uno dei più sorprendenti, perché a Cannaregio le cose grandi si mescolano a quelle quotidiane senza cerimonie.

  71. Chiesa di San Geremia

    Alla confluenza tra il canale di Cannaregio e il Canal Grande, San Geremia è oggi il Santuario di Santa Lucia: nella cappella absidale — smontata pezzo per pezzo dalla chiesa palladiana demolita nel 1861 per far posto alla stazione — riposa la martire di Siracusa, giunta a Venezia col bottino della Quarta Crociata.

  72. Lista di Spagna

    Per milioni di visitatori questa è la prima Venezia che incontrano: la lunga strada affollata che da Campo San Geremia corre verso il Ponte degli Scalzi, tra negozi, alberghi e vetrine.

  73. Portale di Palazzo Morosini dalla Tressa

    Sulla Lista di Spagna, al civico 233, un portale gotico del Quattrocento sopravvive al palazzo che custodiva: era l’ingresso secondario del famoso Palazzo Morosini «dalla Tressa», la cui vera facciata — interamente affrescata dal Pordenone — si affacciava sul Canal Grande, dietro un cortile chiuso da muraglia che il Martinioni citava fra i palazzi più notabili della città.

  74. Palazzo Zeno (Istituto Manin)

    Al numero 168 del Rio Terà Lista di Spagna si apre il grande portale di Palazzo Zeno, oggi sede dell’Istituto Manin.

  75. Palazzetto Lezze

    Tra le vetrine e i negozi della Lista di Spagna, al numero 134, resiste un piccolo palazzo gotico del Quattrocento: è il Palazzetto Lezze, con i suoi archi acuti e l’elegante stemma sormontato da cimiero.

  76. Palazzo Calbo Crotta

    All’imbocco della Lista di Spagna, a ridosso del Ponte degli Scalzi, si stende uno dei palazzi più lunghi del Canal Grande: costruito dai Soranzo nel Trecento-Quattrocento, allargato e rimaneggiato fino al Seicento, porta una facciata divisa in due anime — gotica a sinistra, rinascimentale a destra.

  77. Chiesa degli Scalzi

    Accanto alla stazione e al ponte sul Canal Grande si leva una delle chiese barocche più sfarzose di Venezia: Santa Maria di Nazareth, detta degli Scalzi, dai frati Carmelitani Scalzi che la vollero.

  78. Ponte degli Scalzi

    Il ponte degli Scalzi è il primo ponte di Venezia per quasi tutti quelli che arrivano in treno: esce dalla stazione di Santa Lucia, si scende la scalinata, e quest’unica arcata bianca di pietra d’Istria è la porta sul Canal Grande verso la metà «bassa» della città.

  79. Chiesa di San Felice

    A cavallo della Strada Nova, tra il campo e il rio omonimo, San Felice è una delle chiese più antiche di Cannaregio: voluta verso il 960 dalla famiglia Gallina — casata antichissima e ricca, spenta da secoli — e dedicata a san Felice sacerdote di Nola, fu interamente ricostruita dal 1531 in forme codussiane a croce greca e riconsacrata nel 1624 dal patriarca Tiepolo, con due facciate e un portale voluto da Girolamo Priuli ’dalle Porte’.

  80. Chiesa del Nome di Gesù a Santa Chiara

    A due passi da Piazzale Roma, protetta da un alto muro di cinta, questa è una delle pochissime chiese veneziane costruite nell’Ottocento: un piccolo tempio neoclassico eretto tra il 1815 e il 1834 su progetto di Giannantonio Selva, l’architetto della Fenice, e completato dal suo allievo Antonio Diedo: la consacrazione solenne arrivò il 12 ottobre 1834, dopo ventiquattro anni di cantiere.

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