Nell’estremo lembo occidentale di Cannaregio, sul campo che i veneziani chiamano di Sant’Agiopo, la chiesa di San Giobbe è uno dei monumenti insigni del Rinascimento veneziano: nacque come oratorio nel 1378 accanto all’ospizio per i poveri voluto da Giovanni Contarini — autorizzato dal papa nel 1390 e tenuto dopo la sua morte dalla figlia Lucia, che vi accolse gli Osservanti — crebbe dopo la predicazione di San Bernardino da Siena — che nell’ospizio aveva conosciuto, quando era ancora senatore, il futuro doge Cristoforo Moro: fu lui a donare i diecimila ducati d’oro con cui dal 1450 la chiesa fu ricostruita, e qui volle essere sepolto.