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Itinerario 2 · a piedi

Castello: la Riva degli Schiavoni e l’Arsenale

Un percorso a piedi con 82 tappe, da Colonne della Piazzetta San Marco a Piazza San Marco.

Le tappe

  1. Colonne della Piazzetta San Marco

    Per secoli, chi arrivava a Venezia dal mare entrava in città passando qui: le due colonne della Piazzetta erano la porta monumentale della Serenissima, il varco tra il potere di Palazzo Ducale e la scienza della Libreria.

  2. Molo di San Marco

    È l’unica riva di Venezia che si chiama molo: il tratto di fondamenta davanti alla Piazzetta, tra il Ponte della Paglia e il Ponte della Zecca.

  3. Ponte della Paglia

    Il Ponte della Paglia sembra uno dei tanti ponti veneziani, largo e affollato, ma è uno dei più antichi della città: la Cronaca Savina del Quattrocento lo ricorda come il primo costruito in pietra al posto del legno, durante il dogato di Giovanni Dolfin, tra il 1356 e il 1361.

  4. Ponte dei Sospiri

    Il Ponte dei Sospiri sembra una piccola architettura da cartolina, ma nacque come dispositivo della giustizia veneziana.

  5. Prigioni Nuove

    Di fronte a Palazzo Ducale, oltre il rio attraversato dal Ponte dei Sospiri, il Palazzo delle Prigioni è uno dei primi edifici d’Europa costruiti apposta per fare da carcere: severa facciata classicheggiante a un piano, con porticato e poderosi massi bugnati d’Istria, iniziata nel 1563 dal Rusconi, ripresa da Antonio da Ponte nel 1589 e ultimata dai Contino nel 1614.

  6. Riva degli Schiavoni

    La Riva degli Schiavoni è il lungo margine d’acqua che accompagna il Bacino di San Marco nel sestiere di Castello.

  7. Calle delle Rasse

    A due passi dal Ponte dei Sospiri, una calle stretta scende dalla Riva degli Schiavoni verso San Provolo: è la Calle delle Rasse, e il suo nome è un pezzo di geografia medievale — la rassa, o rascia, era il panno di lana ordinaria importato dal regno di Rascia, l’antica Serbia, e qui si vendeva per coprire i felzi delle gondole.

  8. Palazzo Dandolo

    Palazzo Dandolo è il grande edificio gotico che oggi riconosci dall’insegna Danieli, ma la sua storia comincia come dimora patrizia.

  9. Portale dei Bon a San Provolo

    Alla fine della Salizzada San Provolo, prima dell’ingresso nel tranquillo Campo San Zaccaria, un portale di gotico fiorito fa da soglia monumentale: il Portale dei Bon, con la Madonna col Putto fra Giovanni Battista e San Marco, è una delle opere più celebrate del Quattrocento veneziano.

  10. Chiesa di San Zaccaria

    Una delle chiese più ricche di storia di Venezia, a due passi da Piazza San Marco.

  11. Monumento a Vittorio Emanuele II

    Chiunque cammini sulla Riva degli Schiavoni finisce per passarci accanto senza sapere chi è. Il cavaliere di bronzo che punta la spada verso il bacino di San Marco è Vittorio Emanuele II, primo re d’Italia, e il monumento che lo ritrae è un manifesto risorgimentale in bronzo e granito che racconta trent’anni di storia in pochi metri quadri.

  12. Ponte della Pietà

    Il Ponte della Pietà, in pietra con balaustre a colonnine, scavalca il Rio dei Greci lungo la Riva degli Schiavoni, prendendo il nome dal vicino Ospedale e dalla chiesa di Santa Maria della Pietà.

  13. Chiesa della Pietà

    Sulla Riva degli Schiavoni, la Chiesa della Pietà è il monumento di Antonio Vivaldi: qui il Prete Rosso insegnò violino per quasi quarant’anni alle ’Figlie di Choro’, le giovani orfanelle dell’Ospedale fondato nel 1346 per i bambini abbandonati nella ’scaffetta’.

  14. Calle della Pietà

    Calle della Pietà è un piccolo archivio a cielo aperto, nascosto dietro la chiesa omonima e affacciato sul rio della Pietà.

  15. Calle del Doge

    Calle del sestiere di Castello che dalla Riva degli Schiavoni, appena oltre il ponte del Sepolcro, porta verso campo Bandiera e Moro, l’antico campo di San Giovanni in Bragora.

  16. Campo Bandiera e Moro

    Fermati sotto gli alberi di Campo Bandiera e Moro.

  17. Chiesa di San Giovanni in Bragora

    Nel quieto campo Bandiera e Moro, dietro la Riva degli Schiavoni, San Giovanni in Bragora è un gioiello tardogotico ricostruito tra il 1475 e il 1505 su una fondazione leggendaria dell’829 — una delle otto chiese che san Magno edificò in sogno.

  18. Calle della Morte

    Poche strade al mondo hanno un nome così esplicito: Calle della Morte.

  19. Palazzo Gabrielli

    Al civico 4107 della Riva degli Schiavoni, con le finestre moresche affacciate sul Bacino di San Marco, Palazzo Gabrielli è una dimora tardogotica di fine Trecento: la facciata e il cortile interno conservano patere e frammenti decorativi veneto-bizantini tra le aggiunte moderne.

  20. Ponte della Cà di Dio

    Sulla passeggiata della Riva degli Schiavoni, tra il bacino di San Marco e l’Arsenale, un largo ponte di pietra scavalca il rio della Cà di Dio — e il suo nome insolito racconta una delle istituzioni più antiche della città.

  21. Granai della Repubblica

    Tra la Riva Ca’ di Dio e le porte dell’Arsenale si allinea la ’dispensa’ della flotta veneziana: qui, a pochi passi dai cantieri da cui uscivano le galee, la Serenissima concentrava il ciclo del pane di bordo.

  22. Chiesa di San Biagio

    Accanto al Museo Storico Navale, dove il rio dell’Arsenale incontra il campo che oggi porta il nome di Angelo Emo, sorge la chiesa che i veneziani chiamano San Biagio dei Marinai: l’unica chiesa d’Italia che appartiene davvero alla Marina Militare.

  23. Monumento ad Angelo Emo

    Al fondo di via Garibaldi, dove Castello guarda il bacino, il Campo Angelo Emo — già Campo San Biagio — è una piccola piazza militare: vi si affacciano la chiesa di San Biagio, tempio storico della Marina Militare, e il monumento all’esercito che soccorse Venezia nelle grandi alluvioni.

  24. Fondamenta di San Biagio

    Passato il Ponte dell’Arsenale, la riva che corre verso il Ponte della Veneta Marina è la Fondamenta di San Biagio, che i veneziani chiamano Riva San Biasio.

  25. Riva dei Sette Martiri

    Una delle riviere più ampie e ariose di Venezia — ottocentocinquanta metri di banchina monumentale aperta sul Bacino di San Marco, senza parapetti, tra l’Arsenale e i Giardini della Biennale.

  26. Via Garibaldi

    Benvenuto in Via Garibaldi, l’unica strada di Venezia a potersi fregiare del titolo ufficiale di «Via»: un’eccezione assoluta in una toponomastica fatta di calli, campi e rii. Nacque nel 1807 per volontà di Napoleone, che ordinò l’interramento del rio di Castello per collegare il canale di San Pietro al Bacino di San Marco con un asse rettilineo; dei lavori fu incaricato l’architetto Giannantonio Selva, e per fare spazio si unificarono le due fondamenta demolendo chiese, conventi e lo spedale dei Marinai.

  27. Giardini Pubblici di Venezia

    All’estremo limite orientale di Venezia, dove la città si apre sul Bacino di San Marco, si stendono i Giardini Pubblici: il grande parco voluto da Napoleone, ordinato nel piano del 1810 da Giannantonio Selva, l’architetto della Fenice.

  28. Motta di Sant'Antonio

    Tra Via Garibaldi e la Riva dei Sette Martiri, sotto i viali e i prati dei Giardini Pubblici, dorme un quartiere che non esiste più: la Motta di Sant’Antonio.

  29. Ponte sul Rio di San Giuseppe

    All’ingresso dei Giardini Pubblici, dove la riva di Castello comincia a guardare la laguna aperta, questo ponte scavalca il rio di San Giuseppe — il rio de Sant’Isepo, dal nome veneziano della chiesa che gli sta di fronte.

  30. Viale Trieste

    Viale Trieste è il lungo viale che costeggia il Bacino di San Marco attraversando i Giardini, nella parte dedicata ai monumenti: tra gli alberi si incontrano busti e statue a esploratori, aviatori, musicisti e poeti — da Francesco Querini a Wagner, da Pier Luigi Penzo a Carducci.

  31. Palazzo dell'Esposizione della Biennale

    Nel cuore verde dei Giardini Pubblici napoleonici, all’estremo lembo orientale di Venezia, sta il palazzo che inventò la più antica rassegna d’arte contemporanea del mondo: il Palazzo dell’Esposizione, nato nel 1895 per volontà del sindaco-poeta Riccardo Selvatico e rinnovato a ogni biennio.

  32. Viale Vittorio Veneto

    L’unico viale di Venezia si trova dove meno te l’aspetti: all’estremità di Castello, sull’isola di Sant’Elena, dove un viale vero — asfaltato, alberato, aperto all’orizzonte — taglia il Parco della Rimembranza.

  33. Chiesa di Santa Elena

    All’estremo lembo orientale di Venezia, nell’isola che prende il suo nome, sorge la chiesa di Sant’Elena, affacciata sulla laguna a ridosso del Parco della Rimembranza, dove sopravvive parte del vecchio prato.

  34. Viale Quattro Novembre

    Viale Quattro Novembre è una passeggiata di Sant’Elena che tiene insieme due volti di Venezia: il verde dei Giardini della Biennale e l’acqua del Rio di Sant’Elena.

  35. Paludo di Sant'Antonio

    All’estremo lembo orientale di Venezia, la strada che oggi si chiama Paludo di Sant’Antonio porta nel nome la sua origine: qui c’era una velma — una palude lagunare — che il Maggior Consiglio donò nel 1334 a due cittadini perché la rassodassero e la rendessero abitabile.

  36. Campo di San Giuseppe

    Campo di San Giuseppe si apre attorno alla chiesa di Sant’Isepo, nella parte di Castello che cinque secoli fa era ancora acqua e barene: qui affioravano le isolette di Secco Marina e di Paludo, bonificate quando il Senato, nel 1512, decretò la costruzione di una chiesa dedicata a san Giuseppe.

  37. Chiesa di San Giuseppe di Castello

    Nell’estremo levante di Venezia, oltre via Garibaldi e i Giardini, San Giuseppe di Castello - Sant’Isepo in veneziano - nacque per decreto del Senato del 25 giugno 1512 su isolette bonificate della Secco Marina, come chiesa conventuale delle monache agostiniane venute da Verona.

  38. Corte Soldà

    Una corte di Castello dietro il rio di San Giuseppe, con un nome da leggere «Solta»: così sta scritto negli Estimi, dal soprannome della famiglia Dalle Cipriote, forse originaria dell’isola dalmata di Solta.

  39. Calle Correra

    Una calle del Castello più interno, tra Via Garibaldi e la Fondamenta di Sant’Anna, con la sua corte e i suoi tre rami.

  40. Fondamenta Sant'Anna

    La fondamenta corre lungo il rio di Sant’Anna, nel cuore popolare di Castello, a due passi dall’Arsenale e dai Giardini della Biennale.

  41. Chiesa di Sant'Anna

    Alla fine di Via Garibaldi, dove il sestiere di Castello diventa quiete e campi da calcio, la chiesa di Sant’Anna sta appoggiata sul suo rio come una nave ferma: sconsacrata, chiusa, le porte sbarrate da anni.

  42. Ponte di Quintavalle

    Il Ponte di Quintavalle è uno dei ponti di legno più lunghi di Venezia: cinquantatré metri di passerella sul Canale di San Pietro che collegano la zona di Via Garibaldi e la Fondamenta Sant’Anna all’isola di San Pietro di Castello, l’antico nucleo episcopale della città.

  43. Campo di San Pietro di Castello

    All’estremità orientale di Venezia, dove la città finisce e comincia la laguna, Campo San Pietro è l’unica piazza veneziana che merita davvero il suo nome: un campo, con l’erba vera sotto i piedi e gli alberi a ombreggiare le panchine.

  44. Basilica di San Pietro di Castello

    Fermati in Campo San Pietro, all’estremità nord-orientale di Castello: qui Venezia conserva la sua antica cattedrale, isolata in un paesaggio di acqua, erba e case basse.

  45. Salizzada Stretta

    A due passi da Campo di Ruga, nel cuore di Castello, questa strada porta un nome che è quasi un paradosso: salizzada, cioè «selciata», e streta, cioè stretta.

  46. Campo di Ruga

    Fermati in Campo Ruga, a pochi passi da San Pietro di Castello.

  47. Riello (calle, ponte e fondamenta)

    Calle, ponte e fondamenta Riello, tra Via Garibaldi e San Pietro di Castello: le guide d’epoca lo mettevano «fra i più popolari e caratteristici» quartieri di Venezia, e non è cambiato molto.

  48. Complesso di San Gioacchino

    Dove Via Garibaldi si interrompe e comincia la Fondamenta di San Gioacchino, il rio di Sant’Anna custodisce uno dei complessi di carità più antichi di Venezia.

  49. Ponte Nuovo

    All’imbocco di Via Garibaldi, questo ponte di marmo chiude l’ultimo tratto navigabile del rio di Castello, qui chiamato rio della Tana: dal ripiano, in fondo al canale sulla destra, si allinea un lungo tratto delle alte mura merlate che circondano l’Arsenale.

  50. Chiesa di San Francesco di Paola

    Su Via Garibaldi, la ’strada napoleonica’ nata dall’interramento del rio di Castello, si affaccia la chiesa dei Minimi: nata come ospedale voluto nel 1291 dal vescovo Bartolomeo Querini, fu affidata nel 1588 all’Ordine di San Francesco di Paola e consacrata nel 1619 col doppio titolo dei Santi Bartolomeo e Francesco.

  51. Fondamenta della Tana

    Una tranquilla fondamenta di Castello, uno di quegli angoli di Venezia dove i residenti sono ancora più dei turisti.

  52. Campo della Tana

    Un selciato largo e silenzioso appena fuori dalle mura merlate dell’Arsenale: è Campo della Tana, per secoli l’anticamera del cantiere delle funi — oltre il muro correva la teza dove si torcevano le gomene della flotta, raccontata nella scheda della fondamenta.

  53. Fondamenta dell'Arsenale

    La Fondamenta dell’Arsenale costeggia il lato meridionale delle grandi mura merlate che chiudono il cuore industriale della Serenissima: tre chilometri di mattoni rossi intorno a 48 ettari di cantieri, officine e darsene, circa il quindici per cento della Venezia insulare.

  54. Arsenale Monumentale di Venezia

    Il portale che chiude Campo dell’Arsenale è il primo vero arco di trionfo rinascimentale di Venezia, eretto quando la caduta di Costantinopoli rese urgente rilanciare la potenza navale della Serenissima: il modello è l’Arco dei Sergi di Pola, e i lavori si conclusero nel 1460.

  55. Museo Storico Navale

    In un imponente edificio quattrocentesco su Riva San Biagio, un tempo uno dei granai della Repubblica che riforniva di biscotto la flotta, la Marina Militare custodisce il più importante museo navale d’Italia.

  56. Fondamenta di fronte all'Arsenale

    La riva che fronteggia l’Arsenale dalla sponda opposta del rio: il nome è pura geografia — in veneziano, fondamenta de fazza l’Arsenal — ma il punto di vista è il migliore di Venezia sulle mura merlate, sulle torri dell’ingresso acqueo e sulla barriera del grande cantiere della Serenissima.

  57. Campo San Martino

    A due passi dalle porte dell’Arsenale c’è un campo che a Venezia fa eccezione: allungato lungo la facciata e il fianco della chiesa, stretto tra due rii, e — cosa rarissima — senza pozzo.

  58. Chiesa di San Martino

    A due passi dall’Arsenale, l’elegante chiesa di San Martino si affaccia sull’omonimo campo con la sua facciata di tipo toscano, completata solo nell’Ottocento.

  59. Fondamenta dei Pennini

    Nel cuore più quieto di Castello, tra Campo San Martino e il rio delle Gorne, corre una fondamenta dal nome singolare: Fondamenta dei Pennini.

  60. Calle del Pestrin

    Tra la Fondamenta dei Pennini e la Calle dei Corazzeri, alle spalle di Campo San Martino, questa calle prende il nome dal «pestrin»: il lattaio, l’artigiano che lavorava e vendeva il latte e i suoi derivati.

  61. Salizzada del Pignater

    La Salizzada del Pignater, a Castello, porta nel nome un mestiere sparito: qui aveva bottega un «pignater», il venditore di pentole.

  62. Chiesa di Sant'Antonino

    Una chiesa antichissima del sestiere di Castello, lungo la salizada omonima, a due passi dal rio della Pietà e da San Giovanni in Bragora.

  63. Ponte Sant'Antonin

    Un ponte di pietra in mattoni e pietre, con bande in ferro a meandri, restaurato nel 2001, che chiude il rio de Sant’Antonin dove la salizada dei Greci incontra il campo omonimo.

  64. Salizzada dei Greci

    La strada che dalla Salizzada Sant’Antonin corre verso il rio dei Greci e la chiesa di San Giorgio è la spina dorsale dell’antica colonia greca di Venezia — qui ancora oggi ha sede l’arcidiocesi ortodossa d’Italia e Malta.

  65. Collegio Flanghini

    Nel silenzioso Campo dei Greci, a due passi dalla chiesa ortodossa di San Giorgio e dal suo campanile pendente, si apre il cortiletto del Collegio Flanghini, il cuore intellettuale della comunità greca di Venezia.

  66. Chiesa di San Giorgio dei Greci

    Lungo la Salizzada dei Greci, sotto il campanile che pende sul rio, sorge la più antica chiesa della diaspora ortodossa: costruita dai Greci di Venezia tra il 1539 e il 1577 dopo un secolo di contese col Senato, San Giorgio fu il cuore della ’nazione’ greca — quattromila persone tra mercanti, intellettuali e stradioti — che qui celebrava il rito bizantino sotto il metropolita di Filadelfia.

  67. Museo delle Icone Bizantine

    Nel silenzioso cortiletto della Scoletta di San Nicolò, accanto alla chiesa ortodossa di San Giorgio dei Greci, un piccolo museo unico in Italia custodisce il tesoro della più importante comunità greca d’Occidente: il Museo delle Icone dell’Istituto Ellenico.

  68. Ponte dei Greci

    A seicento metri da San Marco, dove la Fondamenta di San Lorenzo incontra la Calle della Madonna, un ponte di pietra scavalca il rio dei Greci e segna la porta d’ingresso della piccola Grecia di Venezia.

  69. Palazzo Zorzi a San Severo

    Tra la salizada Zorzi e il rio di San Severo, nel sestiere di Castello, spicca il bianco rivestimento in pietra d’Istria di Palazzo Zorzi, detto anche Zorzi Galeoni: un grande palazzo rinascimentale eretto nei primi anni del Cinquecento su progetto attribuito a Mauro Codussi, l’architetto della vicina chiesa di Santa Maria Formosa.

  70. Ponte dell'Osmarin

    A due canali da San Marco, sul rio de San Provolo — che i veneziani chiamano rio de l’Osmarin — questo ponticello di pietra e mattoni è una delle fermate obbligate delle gondole: dal suo dosso si apre una delle più belle abitazioni tardogotiche della città, Palazzo Priuli, con la bifora d’angolo che sembra sfidare la statica.

  71. Palazzo Priuli all'Osmarin

    Sulla Fondamenta dell’Osmarin, all’angolo con il rio che prende il nome dal vicino Ponte del Diavolo, Palazzo Priuli è una delle più belle case gotiche di Venezia: la fece costruire Giovanni Priuli, che qui morì nel 1456.

  72. Campo San Provolo

    Un arco a sesto acuto separa Campo San Zaccaria da Campo San Provolo: si passa sotto un portale in gotico fiorito e si entra in una piccola piazza che porta il nome di una chiesa che non esiste più. San Provolo — in realtà san Procolo — fu una delle più antiche parrocchie di Venezia: fondata, si crede, nell’809 dai Partecipazi, bruciata nel grande incendio del 1105, rifatta nel 1646, chiusa nel 1808 e ridotta a casa privata.

  73. Campo Santi Filippo e Giacomo

    A pochi metri dalla folla di Piazza San Marco, Campo Santi Filippo e Giacomo respira un’aria tutta sua: un campo popolare e vissuto, con la vera da pozzo, i tavolini all’aperto e una chiesa che non c’è più. Il nome del campo, infatti, è quasi tutto ciò che resta dell’antica chiesa dei Santi Filippo e Giacomo, detta anche di Sant’Apollonia: gotica, coronata di gugliette, soppressa da Napoleone e trasformata in linificio.

  74. Chiesa di San Giovanni Novo

    Nel quieto campo alle spalle della zona di San Zaccaria, San Giovanni Novo - in veneziano San Zan Novo - è una delle chiese più antiche di Venezia: la fondò nel 968 la famiglia Trevisan, dedicandola a San Giovanni Evangelista ’in Oleo’, dal martirio nell’olio bollente che il santo avrebbe miracolosamente superato davanti alla Porta Latina di Roma; ’Novo’ perché fu la seconda chiesa veneziana intitolata all’apostolo.

  75. Ruga Giuffa Sant'Apollonia

    La Ruga Giuffa Sant’Apollonia corre a Castello dal Ponte di Canonica al campo dei Santi Filippo e Giacomo, alle spalle del Ponte dei Sospiri.

  76. Ponte di Canonica

    Alle spalle della Basilica, dove la Ruga Giuffa di Sant’Apollonia incontra la Fondamenta de la Canonica, un solido ponte di pietra scavalca il Rio di Palazzo — che qui si chiama anche rio de Canonica.

  77. Chiostrino di Sant'Apollonia

    A trenta passi dal sagrato affollato della Basilica, dietro le absidi di San Marco, una soglia discreta si apre su uno dei luoghi più sorprendenti di Venezia: il chiostrino di Sant’Apollonia, l’unico chiostro romanico sopravvissuto in città.

  78. Chiesetta di San Teodoro

    Dietro l’abside della Basilica, in un cortiletto dove pochi arrivano, si nasconde una delle chiese più piccole e più significative di Venezia: la chiesetta di San Teodoro.

  79. Palazzo Ducale

    Per quasi mille anni da questo palazzo si è deciso il destino di Venezia.

  80. Palazzo Trevisan Cappello

    Alle spalle di Palazzo Ducale, sul canale che scende dal Ponte dei Sospiri, si affaccia un palazzo che può gareggiare di ricchezza con la vicina Basilica: Palazzo Trevisan Cappello, una delle dimore private più suntuose del primo Rinascimento veneziano, con la facciata interamente rivestita di marmi policromi, dischi di porfido e intarsi geometrici.

  81. Chiesa di San Basso

    Incastonata fra gli edifici della Torre dell’Orologio, con il fianco rivolto verso la Basilica, la piccola chiesa di San Basso è una delle più antiche di Venezia: la volle nel 1076 la famiglia tribunizia Elia, dedicandola a San Saba abate e poi al vescovo e martire Basso di Nizza.

  82. Piazza San Marco

    È l’unico spazio di Venezia chiamato «Piazza» — tutti gli altri sono campi — perché unica voleva essere anche nel nome.

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