Un percorso a piedi con 65 tappe, da Piazza San Marco a Bacino Orseolo.
Le tappe
- Piazza San Marco
È l’unico spazio di Venezia chiamato «Piazza» — tutti gli altri sono campi — perché unica voleva essere anche nel nome.
- Procuratie di San Marco
Su tre lati di Piazza San Marco corre il ritmo continuo delle Procuratie, le dimore dei Procuratori di San Marco — la più alta magistratura della Repubblica dopo il Doge, nove uomini divisi in tre uffici: de supra, de citra e de ultra.
- Ponte dei Dai
Accanto al Caffè Quadri si apre un sotoportego buio e stretto, una trentina di metri in cui la folla di Piazza San Marco si assottiglia di colpo: in fondo, il primo ponticello sul rio de le Procuratie è il Ponte dei Dai. Un piccolo ponte di pietra il cui nome ha scatenato secoli di dispute.
- Calle dei Fabbri
Una calle del sestiere di San Marco che collega la zona della Piazza, attraverso il Sotoportego dei Dai, con il Campo e il Ponte dei Dai, verso San Moisè.
- Campo San Gallo o Rusolo
A due minuti da Piazza San Marco, dietro il Cavalletto, questa piazzetta ha collezionato tre nomi in otto secoli: Rusolo — corruzione di Orseolo, dall’ospizio fondato dal doge Pietro Orseolo I e trasferito qui alla fine del Cinquecento per far posto alle Procuratie Nuove — poi San Gallo, dalla chiesetta rimasta sola dell’istituzione, e infine Canova, perché qui lo scultore morì nel 1822, in una casa che non esiste più. La vera da pozzo, i tavolini del caffè, il teatro e il bacino: un campo di passaggio che è stato corsia d’ospizio, teatro di corride e camera mortuaria del più grande scultore d’Europa.
- L'Oratorio di San Gallo
In un angolo di Campo San Gallo, già campo Rusolo, tra i palazzi bancari del Novecento sopravvive uno dei più piccoli edifici sacri di Venezia.
- Teatro Goldoni
Dietro Campo San Luca, a due passi dal Rialto, un’insegna a mosaico annuncia il teatro più antico di Venezia — e il quarto più antico d’Italia fra quelli ancora in scena: il Teatro Carlo Goldoni, inaugurato nel 1622 come Teatro Vendramin di San Salvatore.
- Campo San Luca
Se chiedi a un veneziano dov’è il centro di Venezia, molti ti risponderanno: qui. Campo San Luca è il crocevia naturale tra Piazza San Marco e Rialto, il salotto all’aperto dove da secoli la città si incontra, chiacchiera e passa.
- Calle Memmo o Loredan
Questa calle collega la Salizzada San Luca alla Riva del Carbon costeggiando il fianco di un palazzo speciale: quello che dal 1867 è il Municipio di Venezia, Ca’ Loredan, collegato alla vicina Ca’ Farsetti dalle passerelle coperte che scavalciano la via. Il suo doppio nome racconta un condominio nobiliare: i Loredan erano i proprietari del palazzo, i Memmo gli inquilini del piano di sopra.
- Fondamenta del Carbon
Tra Ca’ Farsetti e Palazzo Bembo, questa striscia di riva sul Canal Grande era il distributore di benzina della Venezia preindustriale: qui si ormeggiavano le zattere cariche di carbone e qui si faceva spaccio del combustibile che teneva accesi forni, cucine e fonderie.
- Palazzo Farsetti e Loredan (Municipio)
Sulla Riva del Carbon, chiamata così dai navigli di carbone che qui si ormeggiavano, due palazzi veneto-bizantini del Duecento custodiscono da un secolo e mezzo il Municipio di Venezia.
- Portale di Palazzo Magno (San Luca)
Nel Campiello di San Luca, a fianco della chiesa, sopravvive il portale dell’antico Palazzo Magno: frontone triangolare in terracotta, patere e uno stemma del Duecento.
- La Chiesa di San Luca
A metà strada fra San Marco e Rialto, affacciata sul rio che le dà l’acqua e sul campiello che le dà l’aria, San Luca è una delle parrocchie più antiche di Venezia: la vollero nell’XI secolo le famiglie Dandolo e Pizzamano, in forme veneto-bizantine a tre navate, in un punto strategico del commercio cittadino.
- Palazzo Grimani di San Luca
Sul Canal Grande, non lontano da Rialto e in angolo con il rio di San Luca, si erge la mole colossale di Palazzo Grimani, capolavoro rinascimentale del veronese Michele Sanmicheli e oggi sede della Corte d’Appello di Venezia.
- Palazzo Contarini (gia' Corner)
Sul rio di San Luca, a due passi dallo sbocco nel Canal Grande, si affaccia uno dei palazzi più eleganti e meno guardati di San Marco: Palazzo Contarini a San Beneto, già dei Corner.
- Calle Sant'Andrea
Calle Sant’Andrea, poco distante da Campo San Beneto, deve il nome a un ospizio che i monaci di Sant’Andrea del Lido, o della Certosa, possedevano qui: un monastero antichissimo, fondato nel 1199 su un’isoletta presso il porto del Lido e passato nel 1424 dagli Agostiniani ai Certosini.
- Salizzada del Teatro
Due nomi per una strada sola: i veneziani la chiamano salizzada della Chiesa o del Teatro, e non sbagliano mai. La chiesa è quella di San Benedetto — San Beneto, come la storciano i nizioleti — affacciata sul campo dove la via sfocia; il teatro era il San Benedetto, la sala d’opera che i Grimani fecero costruire qui nel 1755 e che per quasi quarant’anni fu il riferimento di Venezia per le opere serie, prima che la Fenice gli rubasse il ruolo.
- La Chiesa di San Benedetto
Nel silenzioso Campo San Beneto, a due passi dal Museo Fortuny, si apre una delle chiese più antiche di San Marco.
- Palazzo Pesaro degli Orfei (Palazzo Fortuny)
Su Campo San Beneto domina una delle più grandi costruzioni gotiche di Venezia — il Sansovino la giudicava «degna della situazione del Canal Grande» — e una delle più armoniose non affacciate sul canale: Palazzo Pesaro, voluto da Benedetto Pesaro a metà del Quattrocento e detto «degli Orfei» dall’Accademia Filarmonica che vi ebbe sede nel Settecento.
- Ponte Michiel
Il Ponte Michiel, in pietra con bande di ferro a svolazzi, scavalca il rio de Ca’ Michiel collegando Calle Pesaro al Ramo Michiel, nel cuore di San Marco.
- Corte dell'Albero
A due passi dall’imbarcadero di Sant’Angelo, la Corte dell’Albero è un campiello tranquillo e irregolare, chiuso da un lato da un gigante gentile: Casa Nardi, un enorme edificio del Novecento costruito in stile neoveneto-bizantino, con patere e formelle incastonate nei mattoni — uno degli edifici più recenti della città, mentre la vicina Fondamenta Narisi ne conserva l’ortografia antica del nome.
- Palazzo Sandi-Porto
Nella Corte dell’Albero, a due passi da San Samuele e dal Campiello del Teatro, c’è una facciata così sobria che quasi non la noti.
- Fondamenta Narisi
La Fondamenta Narisi è una riva quieta del sestiere di San Marco, in parrocchia di Sant’Angelo: corre lungo il rio che qui prende nome di Sant’Anzolo e più a occidente di Ca’ Garzoni, tra il Ponte del Pestrin — quello del lattivendolo — e le corti che salgono verso Campo Santo Stefano.
- Ponte e Calle del Pestrin
Un ponte di ferro unisce la Calle del Pestrin alla Corte Lucatello, là dove il rio de Sant’Anzolo incontra il rio de Ca’ Garzoni, alle spalle di Santo Stefano e San Samuele.
- Campiello Novo
Otto gradini dietro l’abside di Santo Stefano, e si sale in un altro mondo: il Campiello Novo è un piccolo spiazzo sopraelevato e raccolto, appartato rispetto alla piazza da cui dista pochi metri.
- Piscina San Samuele
Tra Campo Sant’Angelo e la Salizada di San Samuele si apre una piazzetta lastricata dal nome curioso: Piscina San Samuele.
- Salizzada di San Samuele
«Salizada», a Venezia, è un titolo di merito: voleva dire strada selciata, una delle prime, quando le altre calli erano ancora terra battuta.
- La Casa di Paolo Veronese
Sulla Salizzada di San Samuele, al civico 3338, un palazzetto con l’epigrafe commemorativa ricorda la casa veneziana di Paolo Veronese.
- Calle delle Carrozze
Calle del sestiere di San Marco che sbocca nel campo di San Samuele, sul Canal Grande.
- Palazzo Grassi
Fra Campo San Samuele e il Canal Grande si impone l’ultimo grande palazzo patrizio costruito prima del crollo della Serenissima: Palazzo Grassi, la poderosa mole neoclassica che la ricchissima famiglia bolognese dei Grassi — passata da Chioggia, dove viveva dal 1230, e ascritta al patriziato nel 1718 regalando sessantamila ducati per la guerra di Morea — fece erigere a Giorgio Massari a metà Settecento: un monumento alla ricchezza veneziana nel tramonto stesso della Repubblica, costruito tra il 1748 e il 1772 sull’ultimo grande lotto libero rimasto sulla via d’acqua.
- Chiesa di San Samuele
Sul campo che scende al Canal Grande, a fianco di Palazzo Grassi, questa è una delle chiese più antiche di Venezia: la vollero le famiglie Boldù e Soranzo intorno all’anno Mille, dedicandola in principio a San Matteo.
- Palazzo Malipiero
La chiamavano «la Ca’ Granda de’ San Samuel», la Casa Grande, per le dimensioni insolite: Palazzo Malipiero è uno dei palazzi più antichi del Canal Grande, un palinsesto di quasi mille anni.
- La Ca' del Duca
Sul Canal Grande, accanto al rio del Duca, la base di un palazzo mai finito racconta il sogno più ambizioso del Quattrocento veneziano.
- Il Teatro di San Samuele
Tra Campo San Samuele e Campo Santo Stefano, i nomi delle calli raccontano un teatro che non c’è più: Calle del Teatro, Ramo del Teatro, Fondamenta delle Scuole.
- Ponte Vitturi
Un ponte di ferro e pietra sul rio di San Vidal, tra la calle del Fruttariol e il campiello Loredan, in un angolo di San Marco dove il rumore di Rialto e dell’Accademia arriva attutito.
- La Chiesa di San Vitale
Superato il Ponte Vitturi, dove nacque nel 1481 Girolamo Miani — il soldato che liberò migliaia di orfani fondando i Somaschi — si apre il vivace Campo San Vitale, dominato dalla facciata neopalladiana di Andrea Tirali.
- Palazzo Cavalli-Franchetti
Ai piedi del Ponte dell’Accademia, sulla sponda di San Marco, Palazzo Cavalli-Franchetti sfoggia una delle facciate gotiche più appariscenti del Canal Grande — ma è un Medioevo in gran parte reinventato.
- Il Campo di Santo Stefano e il Monumento a Tommaseo
Campo Santo Stefano, che sulle targhe si chiama Campo Francesco Morosini, è uno dei campi più grandi di Venezia: una lunga piazza a forma di L che dal fianco gotico della chiesa di Santo Stefano corre fino a San Vidal e al Ponte dell’Accademia.
- Il Conservatorio Benedetto Marcello (Palazzo Pisani)
Nel pittoresco Campiello Pisani, a un passo da Campo Santo Stefano, si leva la facciata colossale di Palazzo Pisani, il più grande palazzo patrizio di Venezia.
- Palazzo Loredan (Istituto Veneto)
All’estremità meridionale di Campo Santo Stefano, Palazzo Loredan è dal 1891 la sede dell’Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti.
- Palazzo Morosini
Su Campo Santo Stefano, uno dei salotti più ampi di Venezia, si affaccia un palazzo che è quasi un monumento alla famiglia che lo abitò per due secoli e mezzo: Palazzo Morosini, oggi detto anche Morosini Gatterburg.
- Palazzo Barbaro a Santo Stefano
Sul fianco settentrionale di Campo Santo Stefano, al civico 2947 e a ridosso di Palazzo Loredan — sede dell’Istituto Veneto — sorge il cinquecentesco Palazzo Barbaro.
- La Chiesa di Santo Stefano e il suo Chiostro
In cima al grande campo alberato di Santo Stefano si leva una delle tre chiese conventuali di Venezia, con i Frari e i Santi Giovanni e Paolo: la fondarono gli Eremitani di Sant’Agostino, che nel 1274 vendettero il loro primo convento di Sant’Anna a Castello alle benedettine e comprarono case qui nel centro della città — la prima pietra fu benedetta il 7 giugno 1294 dal vescovo di Castello Querini — la riedificarono nel Trecento e nel Quattrocento la rivestirono del gotico fiorito che ancora oggi le dà il volto - compreso il campanile vistosamente pendente.
- L'Antica Scuola di Santo Stefano (dei Laneri)
Di fronte al portale laterale della chiesa di Santo Stefano, al civico 3467 del campo, spunta la sobria facciata superstite di una delle confraternite più antiche di Venezia: la Scuola di Santo Stefano, fondata nel 1299.
- Chiostro dell'ex Convento di Santo Stefano
Un cortile di colonne ioniche, una vera da pozzo in mezzo e, appesi alle pareti, i sarcofagi di un doge e di un tiranno sconfitto: è il cuore dell’antico convento degli agostiniani, il complesso che i frati eremitani costruirono a fianco della loro chiesa di Santo Stefano fin dal Duecento.
- Ponte dei Frati
Il Ponte dei Frati scavalca il rio di Sant’Anzolo, tra il campo di Sant’Angelo e la porta dell’ex convento di Santo Stefano, in San Marco.
- Il Campo Sant'Angelo e i suoi Palazzi Monumentali
Fermati in Campo Sant’Angelo, o Sant’Anzolo come dicono i veneziani.
- Calle Caotorta
Poche calli di Venezia portano un nome così antico.
- Ponte dei Calegheri
- Fondamenta, Ponte e Sottoportico San Cristoforo
Dietro il Teatro La Fenice il rio della Verona curva stretto tra i muri, e qui si allineano tre pezzi del vocabolario veneziano: la fondamenta, il ponte e il sottoportego di San Cristoforo — il gigante che portò il Bambino oltre il fiume e divenne il santo dei viandanti, patrono naturale di chi attraversa l’acqua.
- Calle della Fenice
Calle de la Fenice corre alle spalle del Gran Teatro, tra il sottoportico della Malvasia Vecchia a San Fantin e il ponte di San Cristoforo, sul ciglio del rio delle Veste.
- Campiello Mario Marinoni
Dietro il fianco nord del Teatro La Fenice si apre un quadratino di pietra tra Campo San Fantin e il rio della Verona che per secoli è stato soltanto il campiello del teatro: la nizioletta lo chiama ancora «Campiello Marinoni o de la Fenice», e il vecchio nome è rimasto appiccicato.
- Campo San Fantin
A metà strada fra San Marco, il Rialto e l’Accademia, Campo San Fantin è il cuore teatrale di Venezia: qui la chiesa del tardo Rinascimento — che per secoli si intitolò anche a Santa Maria delle Grazie — si fronteggia con il colonnato del Teatro La Fenice, e l’accostamento non è casuale: per secoli da questo campo si usciva in maschera verso il teatro e si rientrava a notte fonda.
- La Chiesa di San Fantino
Campo San Fantin è uno dei fulcri più densi di storia della città: da un lato la facciata neoclassica del Teatro La Fenice, tempio dell’opera inaugurato nel 1792 e due volte risorto dalle proprie ceneri; dall’altro la chiesa di San Fantino, millenaria, ricostruita nel Cinquecento con diecimila ducati lasciati dal cardinale Zeno — e a eseguire la sua volontà ci pensò il Senato.
- Il Teatro La Fenice
Su Campo San Fantin, sobria tra le case, si apre la facciata neoclassica del teatro lirico più famoso di Venezia: la Fenice, nata nel 1792 dal progetto di Giannantonio Selva per una società di palchettisti che aveva perso il suo teatro — e che scelse il nome dell’uccello che rinasce dalle proprie ceneri.
- L'Ateneo Veneto
Campo San Fantin ospita una facciata che sembra una chiesa, ma per secoli è stata la sede di una delle confraternite più singolari di Venezia.
- Calle e Ponte della Verona
A pochi passi dal Teatro La Fenice, un ponte di pietra scavalca il rio Menuo, detto anche rio de la Verona: è il Ponte de la Verona, e insieme alla calle deve il suo nome a una locanda che qui ebbe una stagione di gloria.
- Palazzo Mora al Ponte della Verona
In fondo al rio Menuo — che qui tutti chiamano de la Verona — dove la via d’acqua incontra il rio di San Luca, un angolo silenzioso del sestiere di San Marco custodisce una delle facciate gotiche più intatte del Quattrocento veneziano: è Palazzo Mora, poi dei Marcello.
- Calle degli Assassini
Tra Campo Manin e Campo San Fantin si infila una calle stretta e piena di curve: Calle dei Assassini.
- Calle della Mandola
Calle molto frequentata del sestiere di San Marco, nella parrocchia di San Benedetto, che collega campo Sant’Angelo con campo Manin — e la sua larghezza, insolita per un vicolo veneziano, è recente: una parte della strada fu notevolmente allargata nell’Ottocento.
- Ponte della Cortesia
Il Ponte della Cortesia scavalca il rio de San Luca, collegando la Calle de la Cortesia con Campo Manin, che allora si chiamava Campo San Paterniano, dalla chiesa parrocchiale poi demolita.
- Il Campo Manin e il Monumento a Daniele Manin
Per essere a Venezia, questo campo ha un’aria quasi troppo moderna — e infatti è recente.
- Calle della Vida
Calle de la Vida, o de le Locande, corre nel cuore di San Marco tra Campo Manin e il rio di San Luca, a fianco di Palazzo Contarini dal Bovolo.
- La Scala Contarini del Bovolo
In un cortile nascosto dietro campo Manin si arrampica la scala esterna più celebre di Venezia: una torre cilindrica alta ventisei metri, avvolta da una chiocciola di ottanta gradini — ’bovolo’, in veneziano, è la lumaca.
- Bacino Orseolo
Sembra un piccolo porto nascosto dietro le Procuratie Vecchie, e in effetti è proprio questo: il Bacino Orseolo è lo stazio delle gondole più vicino a Piazza San Marco.