Dietro il fianco nord del Teatro La Fenice si apre un quadratino di pietra tra Campo San Fantin e il rio della Verona che per secoli è stato soltanto il campiello del teatro: la nizioletta lo chiama ancora «Campiello Marinoni o de la Fenice», e il vecchio nome è rimasto appiccicato. Ma questo angolo nascosto, dove transitano soprattutto artisti e maestranze, custodisce la memoria di due guerre.