Nel cortiletto dietro il Teatro La Fenice c’è una facciata bassa e rosa completamente tappezzata di ferro nero: decine di palle di cannone incastonate nel muro, allineate in cima come boccioli, raccolte a piramide ai lati del portone. E tra una finestra e l’altra, infilate per il lungo, tre bombarde intere. Non è il gusto bizzarro di un albergatore: è un monumento, forse il più insolito di Venezia.