Camuffata nel muro che costeggia la chiesa c’è una delle ultime «leggi in pietra» di Venezia: un editto inciso nel 1640 dagli Esecutori contro la Biastemia, la magistratura creata un secolo prima dal Consiglio dei Dieci per sorvegliare reati contro la religione e il buoncostume. Qui il problema era meno teologico e più quotidiano: sotto le finestre del monastero si giocava.