Abbassa lo sguardo sul selciato del campo: i cubetti dorati che brillano tra le lastre di pietra sono pietre d’inciampo, le Stolpersteine dell’artista tedesco Gunter Demnig. Le posa una a una davanti all’ultima casa che una persona deportata ha scelto liberamente, e su ognuna c’è un nome. A Venezia ne sono ormai quasi duecento, e la prima in assoluto fu incastonata proprio qui, il 12 gennaio 2014.