Su questa calle di Cannaregio, all’ultimo lembo della Venezia cinquecentesca, abitava la casa dove Tiziano Vecellio visse quarantacinque anni e morì nel 1576 — ma il nome della strada è più vecchio del pittore e racconta un altro mondo: quello dei boteri, i maestri che costruivano botti, tini e bottiglie per il vino e l’olio di tutta la città.