Sul Canal Grande, appena oltre la foce del rio di Sant’Angelo, sta il palazzo che le vecchie guide trattano peggio di tutti: una costruzione del 1954 firmata dall’architetto Angelo Scattolin, giudicata «di non felice ideazione» — un palazzo di colonne, capitelli corinzi, architravi modanati e mensole che voleva richiamare la stagione veneziana di fine Ottocento, e che oggi è assorbito in parte nell’albergo Palazzo Sant’Angelo.