Sul lato sinistro del Canal Grande in Cannaregio, tra Palazzo Boldù e Casa Levi Morenos, appena oltre il Rio di San Felice e l’antico approdo del suo traghetto, questo palazzo cinque-seicentesco dei Contarini ha l’aria dimessa di un progetto rimasto a metà: un fronte di sobrio gusto rinascimentale che la famiglia voleva fondere con il confinante Palazzo Boldù — ricostruito dai Ghisi a fine Seicento e poi tornato ai Contarini — ma l’operazione non si fece mai, lasciando un fronte che le guide chiamano prosaico — ma con una colonna solitaria e fuori scala, tipicamente veneziana, a chiudere il lato destro del primo piano.