All’angolo sulla confluenza dei rii di Santa Marina, il grande Palazzo Marcello-Pindemonte-Papadopoli custodisce tre secoli di storia patrizia in un solo cognome triplo: qui gli Anzelieri, mercanti venuti da Lucca, avevano tirato su la prima casa — Giovanni Marcello, il padre del doge, ci abitava già — e il doge Nicolò acquistò il fondo nel 1474, l’ultimo anno del suo dogado; nel Seicento la facciata sul rio fu rifatta in forme monumentali attribuite a Baldassare Longhena — o a Francesco Contin; nel 1701 arrivarono i Pindemonte, famiglia di storici e poeti, e nel 1808 i Papadopoli, banchieri greci di Corfù che vi accumularono una biblioteca e una raccolta di stampe leggendarie.