Lungo la Fondamenta della Croce, in fondo a un cortile fra gli orti, si intravede la facciata di una chiesa che oggi non è più una chiesa: è quanto resta di Santa Croce, monastero di monache benedettine documentato fin dal 1328. Allora questa parte della Giudecca era un acquitrino: il Maggior Consiglio la concedeva a chi prometteva di bonificarla, e nel 1330 la badessa Giacomina Paoni ottenne le paludi tra qui e San Giorgio Maggiore.